Donne e tumori, casi in aumento

Nel nord Sardegna statistiche superiori alla media nazionale In crescita le patologie respiratorie. Calano le altre neoplasie

SASSARI. La buona notizia è che in generale nella popolazione del Nord Sardegna alcuni tumori tra i più diffusi sono in diminuzione. Si parla del cancro alla prostata, al colon, al fegato e alla mammella. Quella cattiva è che le malattie all’apparato respiratorio sono la terza causa di morte nel nostro territorio (un dato peggiore rispetto alla media nazionale) e in particolare la sopravvivenza al tumore polmonare è peggiorata nelle donne negli ultimi dieci anni rispetto al decennio precedente. Anche alcune altre malattie ci danno filo da torcere, come ad esempio il diabete giovanile che purtroppo caratterizza la nostra isola non solo rispetto al resto d’Italia ma anche in Europa.

Sono dati contenuti nel rapporto sullo Stato di salute della popolazione prodotto dalla Struttura di Governo Clinico della Asl di cui fa parte il Centro Epidemiologico Aziendale diretto da Ornelia Sechi. Del team fanno parte anche Rosaria Cesaraccio e Daniela Pirino. Le dottoresse studiano da anni, anche attraverso il Registro Tumori, l’andamento epidemiologico di alcune gravi malattie con l’obiettivo di collegare la genesi dei tumori a fattori specifici e con lo scopo finale di puntare su una prevenzione più possibile mirata.

Le cause. Grandi accusati per quanto riguarda la salute degli utenti della Asl n.1, che copre un vasto territorio nel Nord dell’isola, sono l’inquinamento atmosferico e il fumo di sigaretta. Il rapporto, allegato alla relazione gestionale relativa al 2013, infatti elenca le possibili fonti inquinanti presenti nel territorio: un polo petrolchimico,una centrale elettrica, un porto industriale, una discarica e un inceneritore (ormai chiuso da molti anni.

«Si sottolinea - si legge nella relazione - che l’insorgenza di tumori avviene a distanza di 20-30 anni dalla prima esposizione agli agenti inquinanti, con l’eccezione dei tumori del sistema linfoematopoietico ( leucemia e linfomi), per i quali è sufficiente un periodo di latenza di 5 anni». In sostanza i responsabili del Cea affermano che nonostante le emissioni nel tempo siano diminuite oggi paghiamo le conseguenze del pesante inquinamento atmosferico, sia da parte delle fonti industriali che a causa della circolazione di automezzi e della presenza di caldaie per riscaldamento nei centri abitati. La maggior parte dei tumori polmonari però è da attribuire al tabagismo. Ecco perché nonostante una generica diminuzione del tasso di incidenza relativamente a tutti i tumori, per quanto riguarda le donne è peggiorato il dato sulla sopravvivenza al cancro al polmone. Dal confronto tra due periodi, uno compreso tra il 1992 ed il 2001, l’altro compreso tra il 2002 ed il 2010 emerge che la sopravvivenza a 5 anni è diminuita: per le donne per il tumore polmonare dal 18,1 al 15% e per il tumore del corpo dell’utero da 78,4 al 76%. La sopravvivenza è invece aumentata per tutti i tumori, passando negli uomini dal 41 al 51% e nelle donne dal 59 al 63%.

Il dato positivo. Insomma, a quanto pare, sia grazie all’eliminazione delle fonti inquinanti e dei fattori di rischio, sia grazie alle diagnosi precoci alcune gravi malattie fanno un po’ meno paura. Restano però accesi alcuni campanelli d’allarme: la prima causa di morte nella Provincia di Sassari è rappresentata dalle malattie del sistema circolatorio (32%) valore più basso rispetto alla media nazionale del 36,8%, seguita dalla mortalità per tumori (29%) sovrapponibile alla media nazionale. Al terzo posto però risulta la mortalità per malattie del sistema respiratorio con il 7,6%, valore superiore alla media nazionale (6,7%).

Nella fascia di età 0-34 le cause di morte più frequenti sono rappresentate da incidenti e atti auto-e/o etero lesivi, seguiti da malattie del sistema nervoso, tumori e malattie del sistema circolatorio.

Nella fascia degli over 65enni le cause di morte più frequenti sono le malattie dell’apparato circolatorio (il tasso di età specifico è pari a 860 decessi per 100mila residenti), seguite dai tumori (il tasso di età specifico è pari a 656 decessi ogni 100mila residenti) e dalle malattie del sistema respiratorio (il tasso di età specifico è pari a 203 decessi per 100mila residenti).

Stili di vita. «Come si può notare - spiega Ornelia Sechi - ci sono aree di criticità che possono essere contenute in primo luogo con un adeguato stile di vita che in fluisce tantissimo sui vari fattori

di rischio nell’insorgenza delle malattie. Altra grande arma a disposizione per migliorare lo stato di salute della popolazione è la prevenzione attraverso controlli individuali e con gli screening sulla popolazione che negli ultimi anni hanno già dato indicazioni e risultati importanti».

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