Un’azienda “gigante” con tanti punti deboli

Nel rapporto sulla gestione 2013 i numeri di un’attività che copre metà dell’isola Tagliati i posti letto ma sono troppi i ricoveri impropri che sovraffollano i reparti

SASSARI. La Asl è in pratica l’azienda più grande del Nord Sardegna se si considera che si rivolge a una popolazione di 329.551 persone distribuite nei tre distretti sanitari di Sassari, Alghero e Ozieri e in 66 Comuni di residenza. Conta inoltre 3791 dipendenti tra dirigenti medici, infermieri, ausiliari, operatori sociosanitari, comparto amministrativo e tecnico al lavoro fra il territorio e i presidi ospedalieri. Nel 2013 inoltre la popolazione seguita dalla Asl n.1 ha registrato un incremento di 1800 persone. Naturalmente sono le donne a costituire la maggioranza degli utenti (51,34 per cento) mentre gli over 65 anni sono pari al 19,55 per cento del totale, un dato in costante aumento visto l’invecchiamento costante della popolazione. Anche gli stranieri che possono usufruire dei servizi sanitari sono aumentati nell’ultimo anno: l’incremento è pari a 932 persone (sono in tutto 6.432) perlopiù giovani visto che la fascia d’eta più numerosa va dai 25 ai 50 anni. Non bisogna dimenticare che tutti gli utenti della Asl usufruiscono anche dei servizi dell’Azienda ospedaliero universitaria con le sue cliniche di viale San Pietro e del Policlinico Sassarese convenzionato con il sistema sanitario pubblico.

Negli ultimi anni la gestione manageriale della Asl, come viene evidenziato nella relazione allegata al bilancio di esercizio 2013 (che adesso comincerà l’iter finalizzato all’approvazione definitiva), ha puntato, così come prevedevano le linee guida regionali, a una rivoluzione nella distribuzione dei posti letto ma soprattutto alla loro diminuzione. Oggi i posti letto per acuti sono 397 al Santissima annunziata, 177 ad Alghero e 114 al Segni di Ozieri. Questi numeri sono appunto il risultato delle direttive regionali che richiedevano di raggiungere un tasso di occupazione dei letti per acuti del 75 per cento. Ciò ha comportato la disattivazione di 79 posti letto: 11 sono stati eliminati al Civile di Sassari e altrettanti ad Alghero, 17 sono stati quelli disattivati a Ozieri e 20 rispettivamente negli ex ospedali di Ittiri e Thiesi. Risulta però che i letti per acuti effettivamente utilizzati sono 76 in meno. «Questi posti letto - si giustificano i dirigenti della Asl - non sono in uso sia a causa delle ristrutturazioni in corso negli stabilimenti ospedalieri, sia per effetto del non completo adeguamento dei reparti ai requisiti per l’autorizzazione all’esercizio e per l’accreditamento istituzionale». Questo aspetto è strettamente legato alle difficoltà che si riscontrano tutti i giorni in alcuni reparti, come le Medicine, costantemente sovraffollate: «L’analisi della tipologia di posti letto evidenzia in effetti - si legge nella relazione - lo squilibrio esistente tra i letti dedicati agli acuti e quelli dedicati alle lungodegenze, nonchè l’utilizzo di prestazioni assistenziali non congrue rispetto al profilo dell’assistito che comportano, data la non adeguatezza della risposta a livello territoriale, l’erogazione di ricoveri a rischio di appropriatezza nonchè il sovraffollamento dei reparti di Medicina aggravato dall’utilizzo di spazi assegnati ad altre discipline».

Si parla in sostanza del disordinato rapporto tra la Medicina d’Urgenza e i vari reparti di destinazione dei ricoverati. Troppi gli accessi impropri al pronto soccorso, come lamentano da tempo gli operatori del settore presi letteralmente d’assalto

dalle urgenze e troppi i pazienti per i letti effettivamente disponibili nei reparti. Con il poco edificante risultato della collocazione di barelle e relativi pazienti nei corridoi in attesa di una sistemazione. Problema al quale dovrà porre mano il manager Marcello Giannico nei prossimi mesi.

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