Niente lezioni per gli studenti disabili

Servizio d’assistenza sospeso: ragazzi a casa, famiglie pronte alla class action. Cgil Fp e Scuola proclamano l’agitazione

SASSARI. La scuola è cominciata, ma non per i 140 studenti disabili degli istituti superiori. Sospeso il servizio d’assistenza scolastica da parte della Provincia per l’ormai nota mancanza di risorse finanziarie a causa dei tagli regionali, il caos annunciato è scoppiato. Le famiglie sono costrette a tenere i ragazzi a casa e minacciano una class action: «Stanno negando ai nostri figli il diritto allo studio». I sindacati Cgil Funzione pubblica e scuola, con i segretari territoriali Paolo Dettori e Luigi Canalis, hanno proclamato lo stato d’agitazione e annunciano azioni di lotta «eclatanti». In ballo anche una sessantina di posti di lavoro tra educatori e assistenti di base.

La rivolta è partita dalla partecipata assemblea che si è tenuta lunedì sera nella sede della Cgil Fp e che ha visto presenti le associazioni dei genitori degli studenti diversamente abili e i lavoratori della cooperativa Genesi, che svolge il servizio di assistenza scolastica. «La situazione è gravissima – afferma Paolo Dettori –. Ancora una volta l’inizio delle lezioni è contrassegnato da disagi insopportabili per gli studenti più deboli e le loro famiglie e ancora una volta un servizio indispensabile non parte contestualmente all’apertura delle scuole, come quanto meno il buon senso suggerirebbe».

«Non è più tollerabile che le istituzioni non si prendano cura di assicurare per tempo l’avvio dei servizi – afferma Giovanna Tuffu, presidente dell’Angsa, l’associazione dei genitori dei soggetti autistici –. Durante l’assemblea è stato riferito dalle famiglie che alcuni dirigenti e professori avrebbero consigliato loro di tenere a casa gli studenti, in assenza di educatori e assistenti. E se madre e padre lavorano come faranno? I diversamente abili non possono essere privati del diritto di seguire i corsi curricolari». Ieri a Cagliari il tema è stato affrontato durante l’incontro che la presidente della Provincia Alessndra Giudici, la giunta e i lavoratori della Multiss hanno avuto con gli assessori Cristiano Erriu e Raffaele Paci (Enti Locali e Bilancio) i quali hanno ribadito che il contributo stanziato per gli alunni disabili è di 335 mila euro ma questi soldi non sono ancora nelle casse dell’amministrazione provinciale.

Ma i sindacati non si fidano. Cgil Fp e Cgil Scuola hanno difuso una nota in cui esprimono «forte preoccupazione sulle modalità di attivazione dei servizi, alle relative tempistiche e continuità durante l'intero anno scolastico. La Regione anticiperà circa l'ottanta per cento del consueto contributo annuale di 420 mila euro (un terzo del costo del servizio). Purtroppo però, non vi è alcuna garanzia ne sulla quantità ne sulla qualità dello stesso già fortemente compresso e ridotto lo scorso anno».

«Il finanziamento da anticipar – dicono i sindacati – dovrebbe poter garantire l'avvio dei servizi di assistenza per alcuni mesi, nella migliore delle ipotesi fino al mese di dicembre 2014, manon è ancora chiaro se saranno rispettate, e con quali modalità, le necessità degli studenti in termini di assistenza di base, educativa e personalizzate, anzi è probabile che ci siano ulteriori e intollerabili tagli». Ma, si chiedono i sindacati « la Provincia potrebbe non riuscire a sostenere il costo degli altri 2/3 del servizio (circa

800 mila euro). E da gennaio a giugno 2015 cosa succcederà?». Cgil Fp e Cgil Scuola annunciano che famiglie e lavoratori non possono più sopportare questa situazione di precarietà e denunciano l’indifferenza delle istituzioni «mute e sorde davanti ai diritti lesi dei ragazzi svantaggiati».

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