Droga, 200 piante coltivate in casa

Arrestato piccolo imprenditore di Badesi, aveva allestito la serra nella cantina

BADESI. Duecento piantine di cannabis coltivate nei vasi e avviate a una rapida crescita, grazie anche a un impianto con lampade alogene, ventilatori e aspiratori industriali che ha trasformato una ampia cantina privata in una vera e propria serra artigianale.

La scoperta è stata fatta dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari in collaborazione con i colleghi della compagnia di Tempio che hanno anche arrestato il presunto proprietario della coltivazione: si tratta di Pietro Carbini, 48 anni, sassarese, al quale è stata contestata la coltivazione illegale di sostanze stupefacenti.

L’uomo in passato è stato titolare di una piccola azienda specializzata nella realizzazione di impianti elettrici industriali, specialità che gli ha permesso di costruire una vera e propria serra con 20 lampade alogene mobili, ventilatori e aspiratori. Un sistema bene organizzato che ha consentito di avviare la coltivazione in vaso di circa 200 piante che in due o tre mesi avrebbero raggiunto le dimensioni auspicate e reso un buon guadagno.

Poco più di un anno fa, Pietro Carbini era stato arrestato con l’accusa di omicidio colposo plurimo, omissione di soccorso e guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche. A Badesi, alla guida di un’Audi TT,

aveva investito la moto di due turisti lombardi che erano morti sul colpo. I carabinieri avevano accertato che aveva un tasso alcolemico nel sangue triplo rispetto al limite consentito. Subito dopo l’incidente si era allontanato facendo perdere le tracce e senza prestare soccorso ai feriti.

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