la web serie

I cinque “sbirri” degli Apollo Beat sbarcano ai Giardini

SASSARI. Parafrasando uno dei titoli più noti del genere si potrebbe definirla “Sassari calibro 9”. Perché la scommessa degli Apollo Beat, band sassarese che ha fatto del funk cinematografico anni 70...

SASSARI. Parafrasando uno dei titoli più noti del genere si potrebbe definirla “Sassari calibro 9”. Perché la scommessa degli Apollo Beat, band sassarese che ha fatto del funk cinematografico anni 70 la sua ragione di vita musicale e artistica, è quella di riesumare il poliziottesco anche come genere cinematografico attraverso una web serie, la prima girata in città, dal titolo “Apollo Beat la serie”.

Un’anticipazione di alcuni minuti verrà presentata durante il Late summer music festival, la kermesse che si terrà sabato ai giardini pubblici. Sarà una vera e propria full immersion nelle livide atmosfere “Seventies” dei film di Fernando di Leo, Enzo G. Castellari e Umberto Lenzi in cui suoni e immagini si mescoleranno insieme. Così Sassari farà da sfondo alle imprese di cinque “poliziotti di ferro” tra rapine, inseguimenti, omicidi, indagini serrate fatte spesso senza seguire le regole, ma sempre nell’ottica della giustizia e del bene comune. Tratti tipici del genere che andava di moda quarant’anni fa e che ora, grazie anche a sdoganamenti e recuperi eccellenti, come le due serie di “Romanzo criminale” e “Song’e Napule” dei Manetti Bros solo per rimanere in ambito italiano, sta riprendendo nuova linfa.

Ad impersonare i cinque “sbirri” saranno i membri del gruppo: Giuseppe Bulla, Andrea Sau, Diego Moretti, Diego Ganga e Diego Desole, mentre la regia è di Michele Gagliani, filmaker di Sorso. Una sfida, insomma, dove si è ovviato alle difficoltà di una storia di dieci puntate ambientata nel 1975 e al low budget a disposizione, con l’entusiasmo e la passione di tanti che hanno creduto nel progetto. «L'obiettivo era quello di "confezionare" una prima puntata incisiva, che mostrasse tutta la potenzialità del nostro lavoro per poter, successivamente, trovare qualcuno seriamente interessato alla produzione» ha spiegato Giuseppe Bulla. Tutto nasce l’inverno scorso dopo che Gagliani alla fine di uno spettacolo in cui aveva lavorato con gli Apollo Beat, gli aveva detto che «avevano belle facce da cinema». «La serie – racconta il regista – è in qualche modo una prosecuzione naturale di quello che loro fanno sul palco. Mentre suonano sono, infatti, vestiti come una squadra di poliziotti in borghese. La squadra speciale esisteva già prima del ciak sul set».

Le musiche, curate dalla band sassarese, saranno un elemento portante di tutta l’operazione. Non è un caso che, parallelamente alla presentazione della web serie, gli Apollo Beat faranno ascoltare al pubblico anche le tracce del loro primo album in uscita per l’autunno.

Francesco Bellu

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