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La città festeggia il ritorno della Brigata

In piazza d’Italia il saluto ai sassarini reduci dall’Afghanistan e al generale Scopigno che dopo due anni lascia il comando

SASSARI. Sassari si stringe attorno alla “sua” Brigata reduce dall’impegnativa missione in terra straniera, saluta il generale Manlio Scopigno che, destinato a un nuovo incarico, lascia il reparto e dà il benvenuto al nuovo comandante, il parigrado Arturo Nitti.

Pubblico delle grandi occasioni, ieri, in piazza d’Italia, per la cerimonia che ha celebrato il ritorno dei Sassarini dall’Afghanistan. Sei mesi di operazioni in una delle aree più calde del pianeta durante i quali gli uomini della Brigata, al comando del generale Scopigno, hanno accompagnato il passaggio del potere dalle forze Nato al nuovo governo afghano. Lo hanno fatto con la consueta professionalità, ma anche con l’inconfondibile carica umana che ha sempre distinto gli uomini e le donne della Brigata Sassari. Quanto sia stato apprezzato il lavoro svolto dai Sassarini lo ha detto a chiare lettere il generale afghano Tajmohammad Jahid che, grazie alla traduzione di un interprete, ha elogiato la Brigata Sassari per la professionalità dimostrata in un teatro difficile caratterizzato da situazioni spesso anche molto delicate. Una mattinata intensa, durante la quale non sono mancati momenti di commozione come quando, nel rispetto di un antico cerimoniale, il generale Manlio Scopigno ha passato le consegne al parigrado Arturo Nitti. Pochi gesti, compiuti in religioso silenzio, malgrado la piazza gremita: il comandante cedente passa al subentrante il basco nero e il foulard biancorosso del reparto che da quel momento danno il crisma dell’ufficialità. Un abbraccio tra i due ufficiali sancisce il momento di saluto e l’emozione è palpabile. Da ieri il nuovo comandante dei Sassarini è, dunque, il generale di Brigata Arturo Nitti, lagunare, che vanta numerosi e importanti incarichi prima dell’arrivo a Sassari. Classe 1965, sposato, padre di due figli, dopo la laurea in scienze dell’informazione e in scienze strategiche è master di II livello nella stessa disciplina all’Università di Torino, altrettanti titoli ha conseguito nell’accademia di alti studi strategici a Bucarest e alla Luiss di Roma. Arriva dallo Stato maggiore dell’esercito, dove ha ricoperto l’incarico di capo area operazioni delle forze operative. «Conoscevo la realtà sarda – ha detto Nitti a margine della cerimonia – ma essere qui a comandare la Brigata è un grande onore, una di quelle esperienze che porterò sempre con me». Manlio Scopigno (che ha anche reso omaggio alla Madonna del Buon Cammino nella chiesa di Sant’Agostino donando la medaglia Nato) lascia la Sardegna non senza commozione. «Non basterebbe un mese per fare il bilancio di questi due anni meravigliosi, porterò con me una camionata di bellissimi ricordi, non dimenticherò mai il calore e l’accoglienza della Sardegna e se c’è stata qualche difficoltà abbiamo anche avuto la buona volontà per risolverla». Nei prossimi giorni Scopigno raggiungerà Solbiate Olona (Varese) dove ricoprirà un delicato incarico al Nato Rapid Deployable Corps, importante struttura Nato che gestisce l’impiego delle forze d’intervento rapido. Agli onori di casa ha pensato il sindaco Nicola Sanna: «Questa piazza, cuore e salotto della città, testimone dei suoi eventi storici e politici più importanti rinnova e rafforza il profondo legame con la gloriosa unità dell’esercito che da un secolo porta alto il nome di Sassari». In quel momento sul palco delle autorità siedono, tra gli altri, il prefetto Salvatore Mulas, il presidente del consiglio regionale della Sardegna Gianfranco Ganau, quello della Provincia Alessandra Giudici, l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras, il rettore Attilio Mastino e l’arcivescovo padre Paolo Atzei. C’è anche il senatore Mario Mauro, ex ministro della Difesa che non è voluto mancare all’appuntamento. Quando il generale di corpo d’armata Carmine Pascale, comandante delle forze di difesa del centro Italia, passa i reparti in rassegna il colpo d’occhio sull’inquadramento è notevole: accanto alla banda della “Sassari” sono schierati il 151° e il 152° reggimento, il V genio guastatori, il reparto comando e supporti tattici e la III compagnia bersaglieri. Il motto “Forza Paris” riecheggia nella piazza e fa vibrare

le vetrate del palazzo della Provincia. L’ultimo saluto del generale Manlio Scopigno suona come un atto di estremo attaccamento al reparto: «L’esistenza della Brigata Sassari – rimarca il generale, riferendosi alle recenti polemiche – è legata alla sopravvivenza del poligono di Teulada».

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