servitù militari

Campomela, da Gladio ai Dimonios

Visita del deputato Michele Piras (Sel) all’ex arsenale di Cargeghe

SASSARI. Che cosa è rimasto all’interno dell’ex nascodiglio dell’organizzazione segreta Gladio situato a Campomela, nelle campagne di Cargeghe? E, con la Guerra fredda finita da un pezzo, quali attività si svolgono in quei 32 ettari di territorio ora affidati alla Brigata Sassari? C’è ancora un deposito di munizioni? Poi, soprattutto, è ipotizzabile, come sognano alcuni abitanti dei centri vicini (oltre a Cargeghe anche Muros, Ossi, Tissi e Usini), una riconversione degli spazi per un uso civile? Tutte domande alle quali il deputato di Sel Michele Piras ha voluto dare una risposta ieri mattina andando a verificare direttamente in loco. Per arrivare alla conclusione che, sostanzialmente, il presidio militare in questione è di fatto utilizzato dai Dimonios esclusivamente per le cosiddette esercitazioni bianche (cioè non si spara un colpo) e che dismettere una simile area, che comunque andrebbe sostituita con un’altra, risulterebbe scomodo e antieconomico, specie in tempi di spending review. «Parliamo di un luogo piuttosto diverso da Capo Frasca o Capo Teulada - spiega il parlamentare di Sinistra, ecologia e libertà - , qui a Campomela l’impatto ambientale è praticamente nullo, tuttavia ritengo necessario rimodulare l’intero puzzle delle servitù militari in Sardegna, anche per vedere come gestirle al meglio, in certi casi anche con il coinvolgimento della popolazione. L’isola di sicuro ha già dato».

Il sopralluogo di Piras, che è stato accompagnato dal colonnello Raffaele Vladimir Forgione, comandante del 152/mo reggimento fanteria meccanizzata, si è protratto per un’oretta: il tempo di sciogliere i dubbi sul presidio e verificare lo stato delle 32 strutture presenti all’interno di quel grande spazio. «Ho detto al comandante - continua il deputato di Sel - che se da parte del ministero della Difesa ci fosse più trasparenza molti falsi miti verrebbero meno». Il riferimento è alle tante voci che da tempo parlano di cunicoli pieni zeppi di armi e di mine, che però - almeno questo risulta ufficialmente - sarebbero state spostate già da parecchio tempo.

Di sicuro, però, sino a una quindicina di anni fa Campomela era sede di una vera e propria polveriera. Tanto è vero che nel 1997 alcuni personaggi - poi identificati e condannati dalla magistratura - furono artefici di un clamoroso blitz all’interno dell’arsenale, dal quale portarono via 180 chili di esplosivo, tra cui una consistente quantità di plastico, centinaia di mine antiuomo, decine di mine anticarro, bombe a mano e casse di munizioni per M16, ma adattabili ai kalashnikof. Un bottino clamoroso.

Le idee su come convertire l’area per usi civili ci sono, anche se per la verità ancora manca una visione precisa. Il sindaco di Cargeghe, Salvatore Oggiano, vorrebbe coinvolgere i Comuni di tutta la provincia assieme ai privati e sogna un

grande centro sportivo attrezzato con campi e piscine, in grado di accogliere le squadre in ritiro. Sembra che una simile proposta fosse arrivata nientemeno che da un dirigente di una delle due formazioni di Manchester che militano nella premier league britannica.

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