Crisi Comunità montana: in vendita stalle e piscina

Bono, l’ente che riunisce i centri del Goceano decide di alienare i suoi beni Contrario il sindaco di Burgos: «Atto che rivela un profondo vuoto di idee»

BONO. «La decisione di alienare i beni della Comunità Montana è il simbolo del fallimento di quattro anni di amministrazione». Questa la dura presa di posizione del sindaco di Burgos Salvatore Arras contro la decisione di alienare alcuni beni della Comunità Montana del Goceano adottata non senza malumori dall’assemblea dei sindaci che governa l’ente. Gli immobili in questione sono il centro di diffusione del prodotto artigianale a Nule e le strutture dell’ippodromo, del parco, della piscina e del depuratore nella zona termale di San Saturnino. La decisione è stata adottata con il voto favorevole di sei Comuni su nove, un’astensione (Esporlatu) e i due voti contrari di Illorai e di Burgos, il cui sindaco spiega le sue ragioni. «La decisione di votare per l’alienazione di tali beni - dice Arras - è stata presa senza alcuna precedente concertazione fra tutte le amministrazioni comunali del territorio, che a sua volta avrebbero dovuto interloquire con i propri consigli comunali aprendo successivamente il dibattito con i cittadini. A colpi di maggioranza - prosegue - l’amministrazione presieduta da Francesco Fois ha proceduto a deliberare per dare incarico di determinare la stima del patrimonio della Comunità Montana a non si sa bene chi, se Agenzia delle Entrate o un professionista. E alla richiesta di alcuni consiglieri se vi siano state manifestazioni di interesse da parte di eventuali acquirenti e investitori il presidente ha risposto di no mentre l’assessore Murineddu, sindaco di Benetutti, ha risposto di sì. A chi dobbiamo credere? - dice il sindaco Arras - a me pare che si sia in una situazione di totale confusione che, aggiunta alla mancanza di concertazione, è un chiaro simbolo del totale fallimento di chi ha amministrato il territorio in questi quattro anni». La decisione di votare a favore dell’alienazione è, secondo Arras, esempio del pessimismo che aleggia nell’aria e che opprime i rappresentanti dei sei Comuni favorevoli (Nule, Benetutti, Bultei, Anela, Bono e Bottidda) che in sostanza, dice il sindaco di Burgos, pensano che «c’è spopolamento e le popolazioni hanno dimostrato di non voler investire in quanto in Goceano non siamo buoni a fare nulla», che «i beni della Comunità Montana stanno andando in rovina» e che «con la Goceano sviluppo abbiamo fallito». Salvatore Arras rifiuta con decisione questo «profondo vuoto di idee e pessimismo esasperato». «Siamo noi i delegati dei cittadini - dice

- e pertanto la componente propositiva che deve studiare e proporre i percorsi di sviluppo per il territorio, previa concertazione con i cittadini. Ciascuno di noi sindaci, all’interno della Comunità Montana - conclude -, deve abbandonare i campanilismi e deve sentirsi un sindaco del Goceano».

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