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la stanza dei ragazzi

I detenuti raccontano la vita in carcere agli studenti

Si è tenuto il primo di una serie di incontri con le classi delle superiori organizzati dalla Nuova Sardegna. Gli studenti che vogliono pubblicare foto, racconti o pensieri possono scrivere all'email lastanzadeiragazzi@lanuovasardegna.it

SASSARI. Si è parlato di errori, di detenzione e di opportunità di riscatto nel primo incontro organizzato dalla Nuova Sardegna con gli studenti delle scuole superiori. Ieri mattina un centinaio di ragazzi del triennio del liceo classico Azuni e dei licei scientifici Spano e Marconi di Sassari e Paglietti di Porto Torres si sono confrontati, nella sala conferenze della redazione, con i curatori del libro “La colonia penale di Tramariglio. Memorie di vita carceraria”, una preziosa raccolta di fascicoli riguardanti le storie dei detenuti nella ex colonia che oggi si trova all’interno del Parco di Porto Conte. Infatti a realizzare il progetto è stato proprio l’ente parco in collaborazione con la casa circondariale di Sassari e con l’Archivio di Stato.

E ieri, tra gli ospiti che hanno raccontato la loro esperienza c’erano, oltre al direttore di Porto Conte Vittorio Gazale e alla responsabile dell’area trattamentale del carcere di Bancali Maria Paola Soru, due dei sei detenuti che in regime di articolo 21 (permesso di lavoro) hanno digitalizzato, in un anno di lavoro, 2362 i fascicoli su 4mila custoditi negli scantinati del carcere di San Sebastiano. «Abbiamo trovato le carte ricoperte di polvere, attaccate dalla muffa, dalle pulci e dai topi - ha raccontato Lorenzo, attualmente detenuto a Sassari -. È stato un lavoro difficile ma alla fine siamo stati premiati con la scoperta di tante storie incredibili che oggi sono nel computer e pubblicate nel libro». Davide Aristarco, 28 anni, oggi libero ma all’epoca anche lui detenuto ha invece raccontato il primo giorno in cui con i compagni di lavoro è arrivato a Porto Conte e si è trovato davanti lo spettacolo mozzafiato della baia. Una visione rivelatrice: «In quel momento ho capito il valore della libertà e ho fatto tesoro dei miei errori».

Tante le domande e le curiosità dei ragazzi sulla vita quotidiana in carcere, su come si finisce in una vita sbagliata, su come si può riuscire a ricominciare da capo e con l’aiuto di chi. E non sono mancate le riflessioni sul significato stesso dell’istituzione carcere e sul pregiudizio di chi sta fuori e magari potrebbe dare un’occasione a chi vuole buttarsi alle spalle un passato difficile. Agli studenti i due archivisti (hanno ottenuto il diploma dopo un periodo di formazione) hanno anche raccomandato di continuare a stare concentrati sullo studio perché è studiando che si hanno più possibilità di restare liberi e inseriti nella società.

Il prossimo appuntamento con gli studenti si terrà il 10 dicembre, occasione in cui si parlerà di scuola. Nel frattempo i ragazzi potranno contribuire con le loro riflessioni anche sul tema trattato ieri o su qualunque altro argomento, con parole o con immagini, nello spazio che il sito della Nuova ha loro dedicato. Una “stanza” dove potersi ritrovare per esprimere le proprie opinioni in totale libertà.

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