Il cinema Moderno sarà una multisala

Una cordata d’imprenditori rileva la struttura di viale Umberto: accoglierà 600 spettatori offrendo servizi al passo coi tempi

SASSARI. Di moderno, ora come ora, gli è rimasto soltanto il nome. Ma presto, prestissimo lo storico cinema di viale Umberto, ultimo sopravvissuto in città, diventerà un vero e proprio polo dedicato alla settima arte, un luogo di proiezione di film capace di accogliere in tre o quattro sale differenti dai 550 ai 600 spettatori. Tutti comodamente seduti su poltroncine avvolgenti, dallo schienale alto e sistemate tra loro a una distanza tale da eliminare per sempre il timore di ritrovarsi nel posto davanti il classico capellone di due metri che eclissa metà dello schermo.

Il progetto. Gli accordi con i proprietari della struttura e con l’uscente gestore Giorgia Guarino sono già stati perfezionati, così entro il 27 di questo mese una cordata di operatori culturali (non solo sardi) guidati dal cinquantatreenne cagliaritano Alessandro Murtas, esercente nel capoluogo regionale del cinema Odissea, presenterà il progetto al Comune per le necessarie autorizzazioni alle modifiche interne alla struttura, mentre tra maggio e ottobre verranno effettuati i lavori. «Contiamo di poter inaugurare la multisala all’inizio della prossima stagione autunnale - assicura Murtas -, e vogliamo fare le cose per bene: noi non siamo imprenditori in senso stretto, nasciamo come appassionati di cinema che hanno l’ambizione di poter coniugare questa passione con il lavoro: il mio intento è realizzare un centro di cultura cinematografica nel cuore di Sassari, quindi qualcosa di più di una semplice multisala». I costi per la ristrutturazione sono stimati in circa 700mila euro per il progetto più radicale: per quello light potrebbe invece bastare la metà del budget. Gli spettacoli saranno tre al giorno per tutta la settimana e il Moderno sarà da subito inserito nel circuito della multiprogrammazione, il che garantisce grandi vantaggi sia per l’esercente sia per l’offerta di film. Nessuno dei quattro dipendenti sarà licenziato.

Rivoluzione culturale. Dopo anni di programmazione limitata a qualche blockbuster o a cartoni animati buoni per la fascia pomeridiana, con i servizi di sala fermi al secolo scorso, qualcosa finalmente si muove anche in città (l’unico capoluogo di provincia italiano a non avere ancora una multisala). Senza stare qui ad analizzare i motivi di un declino progressivo culminato nella chiusura di quasi tutti i cinema, è certo che per troppo tempo i sassaresi hanno dovuto rinunciare alla forma più popolare di cultura. Ma tuttavia se ora a questa iniziativa che nascerà a due passi da piazza Castello si somma l’annunciata apertura dell’altra multisala nel centro sportivo della Dinamo (sei sale, per un totale di circa 800 posti) non appare esagerato parlare di rivoluzione culturale.

Le iniziative. Per questo Alessandro Murtas, anche presidente dell’Anec Sardegna (l’Associazione nazionale esercenti cinema), distributore di pellicole e programmatore delle sale di Guspini, Torralba e Santa Teresa di Gallura, sa benissimo che, nonostante la fame di bei film lamentata un po’ da tutti, sarà comunque necessario ricreare il pubblico del grande schermo. «Per far tornare i sasseresi al cinema - spiega - dovremo lavorare molto, ma abbiamo esperienza e idee chiare. E a parte la comodità delle sale, la tecnologia e l’allestimento di un bar con tutti i crismi, stiamo programmando una serie di iniziative già sperimentate con successo.

Mi riferisco al coinvolgimento delle scuole, con l’apertura dei locali anche la mattina, a rassegne speciali o alla fortunata collaborazione con Cedac dal titolo “Schermi e Sipari”, dove è prevista la proiezione della versione cinematografica di opere teatrali».

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