La discarica di Scala Erre ha 7 anni di vita

L’assessore Carbini: pensiamo al dopo, compreso un termovalorizzatore. Sfuma il progetto biogas

SASSARI. Sulla discarica consortile di Scala Erre ci sono una notizia buona, una cattiva e un’incognita. La novità positiva è che dopo sei mesi di stop forzato, sono ripresi in questi giorni i lavori per ultimare gli impianti di preselezione e compostaggio dei rifiuti, e il sistema dovrebbe entrare in funzione nei primi mesi del 2015, facendo risparmiare al Comune i 50 mila euro al mese che ora spende per conferire la frazione umida dei rifiuti a Villacidro. I lavori erano stati sospesi all’inizio della primavera dalla ditta che sta eseguendo le opere del primo dei due impianti, la Ladurner. A causa del patto di stabilità il Comune non aveva più pagato gli stati di avanzamento dei lavori e l’impresa era stata quindi legittimata a bloccare il cantiere. Nei giorni scorsi gli uffici hanno liquidato una parte del debito alla Ladurner e le opere sono ripartite.

Secondo quanto riferito dall’assessore alle Politiche ambientali, Gianni Carbini, e dalla responsabile del Servizio, Deborah Manca, alla commissione consiliare Ambiente, presieduta da Valeria Fadda, i macchinari dovrebbero entrare in funzione entro i primi due mesi del 2015.

La cattiva notizia sulla discarica è che il progetto per lo sfruttamento energetico dei biogas prodotti dalle montagne di rifiuti non sarà più messo in pratica. La realizzazione dell’impianto avrebbe fruttato al Comune 14 milioni di euro in dodici anni. Il progetto sarebbe dovuto essere realizzato con il sistema del project financing dalla Ladurner, vincitrice della gara d’appalto. Solo che, circa un anno fa, il Comune aveva rescisso il contratto con la Ladurner per inadempienza, non essendo mai iniziati i lavori a Scala Erre. Per quella rescissione i privati hanno citato in tribunale l’amministrazione comunale, chiedendo un risarcimento danni di 800mila euro. A sua volta il Comune ha presentato ai giudici una richiesta di risarcimento dalla Ladurner per il mancato introito dei 14 milioni di euro. Nel frattempo l’idea dell’impianto per lo sfruttamento energetico del biogas è stata archiviata da Palazzo Ducale perché la produzione dei gas in discarica è diminuita e l’investimento non sarebbe più remunerativo. Se dovesse essere installato un sistema di cattura dei biogas sarà solamente per tenere in sicurezza la discarica e arginare una possibile fonte di inquinamento ambientale. L’incognita su Scala Erre riguarda invece il

futuro della discarica, la cui attività potrà essere prolungata al massimo per altri sette anni.«Poi bisognerà trovare una nuova soluzione per smaltire i rifiuti, ed è bene che si inizi a discuterne, senza escludere a priori soluzioni come per esempio un termovalorizzatore», ha detto Carbini.

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