Satta: «Sulle frazioni tante mezze verità»

Rubinetti a secco, il sindaco di Perfugas risponde ai residenti che si sono rivolti alla Procura

PERFUGAS. All’indomani delle critiche rivolte alla sua amministrazione per i disservizi nell’erogazione dell’acqua nelle frazioni, giunge puntuale la risposta del sindaco Mario Satta. «È vero - dichiara Satta - che stiamo attraversando un periodo di difficoltà che corrisponde ad un disservizio, ma sono state dette tante inesattezze e non viene fatto presente che i portavoce della protesta sono stati incontrati tante volte da noi amministratori, ricevendo spiegazioni in merito». Satta ha anche da ridire sulla ricostruzione dei fatti. «Sembra, infatti, che i problemi siano iniziati quattro anni fa. Niente di più falso. Le frazioni purtroppo hanno sempre sofferto la sete, e ricordo quando, anni fa, parte del territorio rimase oltre 20 giorni senza un goccio d’acqua». Il sindaco rivendica il grande impegno della sua amministrazione per affrontare un problema così complesso. «Gli amministratori hanno dedicato il proprio tempo, a volte i propri denari, abbandonando impegni personali, il lavoro, spesso anche i propri cari con problemi di salute, a casa senza assistenza, per cercare di risolvere la situazione nel miglior modo possibile». Satta entra anche nel merito di questioni più tecniche. «Per quanto riguarda la famigerata opera di ingegneria idraulica che dovrebbe risolvere definitivamente i problemi di approvvigionamento idrico delle frazioni - dichiara - abbiamo già spiegato più volte che si tratta di un’opera che richiederebbe una spesa di gestione fuori da ogni logica. Come si può pensare di pompare acqua con una impedenza di oltre 400 metri con motori che, solo ad avviarli, sarebbero un salasso per il Comune?». In tutto questo ci sarebbe lo zampino di Abbanoa che, «come ogni periodo estivo, fornisce l’acqua a bocca di serbatoio, diminuendo sensibilmente l’ingresso ai depositi e obbligando a veri e propri salti mortali per ammortizzare il più possibile i disagi alla popolazione». Ci sarebbero poi le tante perdite di una linea lunga diversi chilometri. Farà discutere la replica del sindaco agli abitanti delle frazioni che hanno presentato un esposto in Procura. «Proprio alcune persone firmatarie dell’esposto, incuranti del periodo difficile e sprezzanti di una mia ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua se non per usi domestici, continuano ad innaffiare il prato inglese davanti casa, lavare l’auto e innaffiare gli orti. Non escludo che vi siano anche degli allacci abusivi che si sta cercando di trovare. In questi giorni sono in corso accertamenti da parte degli uffici e se si troveranno irregolarità, saranno denunciate alle autorità competenti. Ci sono giornate in cui si consumano oltre 100mila litri di acqua in una condotta che serve poche decine di famiglie. Qualcosa non torna, e questo non è certo l’impegno totale e costante degli amministratori che, anziché essere capiti e aiutati a risolvere il problema, si vedono attaccati e denigrati». Tiene, inoltre, a far presente che la potabilità dell’acqua è garantita dai continui controlli dell’Asl di Sassari che negli ultimi anni ha segnalato problemi una

sola volta per una frazione. Ci sarebbe, comunque, una via d’uscita, ma più che altro sembra una provocazione: «Entrare in Abbanoa e delegare la gestione di tutta la rete idrica e fognaria al colosso d’argilla regionale. E non è detto che non si faccia in tempi brevi».

Giuseppe Pulina

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