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Arrivano 27 milioni per completare Polo e orto botanico

Via al bando dell’Università: 5 anni di tempo per i lavori A Piandanna sarà valorizzato anche l’acquedotto romano

SASSARI. Ventisette milioni di euro e cinque anni di lavori per completare il faraonico Polo bionaturalistico e orto botanico dell’Università, a Piandanna. L’ateneo sassarese assegnerà i lavori nei primi mesi del prossimo anno con un’apposita gara d’appalto (il bando è stato pubblicato nei giorni scorsi e scadrà il 27 gennaio 2015) e se non ci saranno intoppi burocratici, i cantieri dovrebbero aprirsi già in primavera.

Dal 1999 a oggi per la realizzazione del Polo bionaturalistico di Piandanna l’Università ha già speso 30 milioni di euro, sono stati costruiti 90 mila metri cubi spalmati su sette edifici uniti a formare una sorta di serpentone di cemento arancione e cristallo che dà il benvenuto a chi arriva in città dalla strada provinciale per Ittiri.

Di questi sette corpi attualmente sono utilizzati completamente i primi tre; degli altri quattro sono state ultimate solo le strutture esterne. Con i 27 milioni di euro messi a bando adesso, saranno completati tutti gli spazi, sarà realizzato l’orto botanico (con la messa a dimora di circa seimila specie vegetali), un vero e proprio parco urbano e un museo. Queste ultime due opere saranno realizzate con due step successivi, sfruttando i soldi risparmiati grazie al fisiologico ribasso d’asta.

Nel corpo principale degli edifici da completare saranno realizzati studi, uffici e laboratori, mentre in quello che è considerato il corpo secondario saranno allestiti aule, aule magne, la biblioteca e i servizi amministrativi.

L’orto botanico, che sarà uno dei più grandi d’Europa, sarà diviso in due aree: una destinata a ospitare le collezioni di specie erbacee e arbustive organizzate per famiglie, a scopi espositivi, didattici e di ricerca; nell’altra zona saranno replicati gli habitat principali della Sardegna con le relative specie vegetali e sarà organizzata nell’ottica dell’orto botanico “diffuso”, ovvero aperta a un pubblico più vasto e generico. Il bando prevede, oltre alla progettazione e realizzazione delle opere, anche la gestione e manutenzione del complesso per un periodo non inferiore ai due anni.

Come spiegato nella relazione generale del piano, redatto dallo studio “Amati Architetti” di Roma, con la supervisione del responsabile dell’Area edilizia e patrimonio dell’Università, l’ingegner Simone Loddo, all’interno del progetto c’è un autentico fiore all’occhiello che arricchisce l’intera opera dal punto di vista storico e culturale. Si tratta di un’area archeologica rinvenuta nei terreni dove si sviluppa il Polo universitario, che ha visto affiorare i resti di un antico acquedotto romano.

L’area è stata oggetto di scavi e studi da parte della Soprintendenza e in base a quanto stabilito dal progetto dell’ateneo turritano, con i lavori che stanno per partire sarà valorizzata

e resa fruibile.

Proprio la presenza dei resti dell’antico acquedotto ha suggerito la creazione di una zona in cui sarà riprodotto un “orto romano”, ed è previsto che gli stessi canali di epoca romana saranno restaurati e rimessi in funzione a scopo didattico e dimostrativo.

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