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Aicop, perquisite case degli operai

Blitz dei carabinieri dopo la querela dell’azienda. «Non ci toglieranno la dignità»

SASSARI. Stanno lottando per difendere il posto di lavoro, cercano risposte e certezze in una vertenza che sembra averne sempre meno con il passare dei giorni. E l’ultima cosa che si aspettavano dall’azienda che gli ha chiuso i cancelli in faccia era quella di essere additati come delinquenti, ladri di qualcosa che - in fondo - un po’ gli appartiene. Fatto sta che - dopo la querela dell’azienda - sei lavoratori dell’Aico-Aicop hanno ricevuto la visita dei carabinieri della stazione di Ossi che, su ordine del sostituto procuratore della Repubblica Carlo Scalas, hanno perquisito le loro abitazioni e anche qualche auto. Cercavano attrezzi edili di vario genere). Inutile dire che le verifiche hanno dato esito negativo. «Resta la gravità del gesto – ha detto Simone Testoni dell’Ugl – nei confronti di lavoratori in cassa integrazione e prossimi al licenziamento. Hanno già dato incarico ai legali e procedereanno con una contro querela». Sulla vertenza non ci sono grandi novità: l’assessore regionale al Lavoro ha promesso un incontro nei prossimi giorni.

Gli

operai intanto proseguono con lo sciopero della fame davanti alla fabbrica a Cargeghe. «Anzichè preoccuparsi del nostro futuro e di trovare soluzioni – hanno commentato – ci hanno mandato i carabinieri. Vogliono toglierci anche la dignità, ma non ci riuscitanno in alcun modo». (g.b.)

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