Osilo, un libro sui sardi morti nella Grande Guerra

OSILO. La prima guerra mondiale come un racconto di eroismi e di miserie, di gesta nobili e di azioni squallide, in un inestricabile unicum che è la rappresentazione dell’animo umano e che emerge in...

OSILO. La prima guerra mondiale come un racconto di eroismi e di miserie, di gesta nobili e di azioni squallide, in un inestricabile unicum che è la rappresentazione dell’animo umano e che emerge in tutta la sua genuinità nei momenti di massima difficoltà. È la storia come l’hanno raccontata Aldo Borghesi e Giuliano Chirra, nel primo dei due incontri promossi dalla biblioteca comunale per ricordare il centenario dello scoppio della Grande Guerra. La prima e unica “guerra totale” cui la Sardegna ha pagato un tributo altissimo, con centomila mobilitati (su circa 800mila abitanti), le forze più sane e più valide del sistema produttivo di allora, e con un costo in vite umane di 14mila caduti. Aldo Borghesi ha delineato con alcune efficaci pennellate lo scenario del 14-18. La grande complessità del contesto che presiede allo scoppio della guerra e il “pregiudizio razziale”, per quanto riguarda i sardi, ritenuti dediti allo spargimento di sangue, e dunque particolarmente funzionali alle logiche di guerra. Ma anche la profonda trasformazione che quella esperienza provocò nella società sarda, l’autostima con cui i combattenti tornarono dal fronte, la diversa percezione della propria condizione, l’avvio delle rivendicazioni autonomiste. Giuliano Chirra ha raccontato delle sue ricerche sulle vicende di quegli anni, che hanno portato a diverse pubblicazioni, di cui l’ultima in ordine di tempo, “Mortos in terra anzena”, al centro della serata. Si tratta di un lavoro sui sardi morti in terra straniera - 1850 in tutto - che l’autore, in una sorta di pellegrinaggio della memoria, è andato a cercare in tutti i Paesi d’Europa. Ne è scaturito un censimento che restituisce nome, circostanze della morte, luogo della sepoltura a molti dei sardi dimenticati. Fra di essi, 18 osilesi: Giuliano Areste, morto in Francia, Maurizio Campus (Campeglio di Soffunbergo), Nicolò Fadda (Albania), Antonio Vincenzo Fonsa (Libia), Giovanni Gaspa (Austria), Luigi Gaspa (Libia), Giovanni Maria Manca (Albania), Giovanni Marceddu (Albania), Giovanni Migheli (Albania), Gavino Mucedda

(Baviera), Antonio Pazzola (Francia), Vittorio Pilo (Germania), Costantino Pischedda (Germania), Francesco Pulinas (Norimberga), Francesco Pulinas (Boemia), Giovanni Sanna (Tripoli), Antonio Serratrice (Libia). Molti dei parenti erano presenti all’incontro in biblioteca.

Mario Bonu

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