L’antica panificazione rivive nei forni del centro

A Torralba sabato prossimo si tiene una mostra enogastronomica itinerante Spazio anche alla riproposizione delle cerimonie nuziali della tradizione

TORRALBA. Sabato 20, alle 16, inizierà la seconda edizione della manifestazione intitolata: “Dae su trigu a su pane” (Forni aperti), organizzata dall’associazione culturale “Santu Antine” in collaborazione con l’assessorato alla Cultura dell’amministrazione comunale guidata da Giovanni Maria Uras, la preziosa partecipazione del parroco, don Antonio Simula, di Luca Mureddu che ha messo a disposizione degli organizzatori tante belle foto e di tante persone che, con le testimonianze, i ricordi, il prestito di costumi autentici, le foto, e la disponibilità dei locali, hanno contribuito alla preparazione di una manifestazione che ha permesso di raccontare con le immagini uno spaccato della vita degli antenati. La mostra itinerante sulla panificazione tradizionale nel paese recupera, infatti, una parte importante della storia e civiltà contadina. Sarà preceduta da un’interessante rivisitazione di una pagina tratta dalla memoria della gente, che si collega e comprende il rituale che precedeva la celebrazione del matrimonio, (S’isposa a s’antiga), (la sposa all’antica), con i riti e le usanze tipiche d’un tempo non troppo lontano che avevano come particolare fulcro il momento, sempre affascinate e caratteristico nelle sue varie componenti, della preparazione e vestizione della sposa. In contemporanea sarà aperta anche la casa-museo, nella quale sarà ospitata un’interessante mostra degli abiti tradizionali, sia maschili sia femminili.

Alle 17 inizierà la mostra itinerante che camminerà lungo il lastricato del bel centro storico e inizierà con l’apertura dei forni all’interno delle cosiddette case del forno (“Sas domos de su furru”), dove sarà effettuata anche un dimostrazione dell’antica pratica della panificazione. I visitatori potranno così apprezzare le varie fasi della lavorazione, dall’impasto alla creazione delle forme e conoscere gli utensili usati dalle massaie. Durante la visita si potrà degustare un piatto tipico, “Su pane untinadu”, preparato con un procedimento proprio del territorio. Sul pane, diviso in due parti e poggiato su un contenitore, vengono fatte cadere le gocce scaturite dai tocchetti di lardo e fette di salsiccia collocati in uno

spiedo sostenuto dagli alari e messe ad arrostire lentamente sul fuoco del camino. La manifestazione terminerà alle 21, nel salone parrocchiale “Santa Maria”, con l’esibizione della compagnia teatrale “Funtana Manna”, di Pozzomaggiore, che proporrà’ il lavoro in sardo intitolato “Sa Pretura”.

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