Tuffi e bagno a Balai come benvenuto al 2015

Il rito propiziatorio del gruppo dei “Temerari” ha festeggiato la decima edizione Nella baia la folla delle grandi occasioni: in squadra giovani, anziani e tre donne

PORTO TORRES. Un Capodanno vissuto soprattutto all’insegna del calore familiare quello trascorso dai turritani per festeggiare l’arrivo del nuovo anno dispari. Non sono mancate le prenotazioni nei ristoranti che avevano organizzato il cenone - testimoniate dalle immagini di giovani e adulti immortalate nei social network -, ma l’assenza di una festa in piazza per aspettare la mezzanotte e la crisi economica che affligge non poco la comunità hanno dato poco spazio alla fantasia. Le forze dell’ordine hanno svolto con la consueta dovizia i controlli nel perimetro urbano, non segnalando alcuna anomalia riguardo a persone e cose, e per il resto ognuno ha festeggiato all’interno delle proprie mura o dei ristoranti con goliardia e speranza di avere un anno più bello di quello appena andato via. La città si è svegliata con un cielo azzurro e un sole tipicamente invernale, temperatura ideale o quasi per l’evento che si doveva svolgere lungo la fascia costiera. A riprova che basta davvero poco per radunare tanta gente in un luogo conosciuto, si è dovuto infatti aspettare le 11,30 di ieri mattina dove era in programma il benvenuto al 2015 con il tradizionale tuffo nel mare di Balai, arrivato alla decima edizione. Attorno ai ventisei temerari, che hanno indossato le magliette coniate per l’occasione, prima del tuffo c’era il pubblico delle grandi occasioni: i curiosi armati di macchine fotografiche e telefonini ultima generazione hanno fatto da degna cornice sulla spiaggia, piena quasi come d’estate, mentre sul promontorio di Balai la folla ha riempito ogni angolo della baia per assistere alla perfomance dei coraggiosi. Tra i primi a presentarsi sulla battigia c’era il “giovanotto” prossimo agli ottanta anni Salvatore Delogu, ex agricoltore sempre presente all’appuntamento ideato da Gavino Dessì e dal consigliere comunale Massimiliano Ledda, che prima di buttarsi in acqua ha detto che «l’augurio più grande è quello di vedere la pace nel mondo e soprattutto il termine di tutte le guerre». A smuovere per primo le acque di Balai è stato però Marco Zanda, operaio della Geosar, che avvolto da una bandiera sarda è salito sulla “Rocca Manna” e si è buttato impavidamente in acqua tra gli applausi del pubblico. L’assessore Davide Tellini, con la bottiglia di spumante in mano, ha poi guidato i compagni all’ingresso in acqua sfidando la risacca e le onde: tutti bagnati e contenti comunque dopo il ritorno sulla sabbia, comprese le due donne Letizia Falchi e Mariuccia Piu, pronti a rifocillarsi con bevande calde o un goccetto di liquore forte per scaldare il corpo. «E’ stato un tuffo propiziatorio per augurare un anno migliore alla nostra comunità – ha commentato il messo comunale Pietro Saiglia –, afflitta purtroppo da troppi problemi occupazionali ed economici che meriterebbero il contributo di tutti per la loro risoluzione». Qualche ora più tardi,

dopo che i tuffatori avevano preso la via di casa, sull’arenile di Balai è arrivata un’altra donna (Donatella Rando), che - pur essendo arrivata in ritardo all’appuntamento - non ha perso tempo per tuffarsi in mare e mantenere la promessa del tuffo di Capodanno.

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