Interrogazione ad Alfano per la caserma di Burgos

In Parlamento la vicenda sulla possibile chiusura della stazione dei carabinieri A chiedere lumi al ministro dell’Interno è il deputato di Sel Michele Piras

BURGOS. Arriva all’attenzione della Camera dei Deputati la vicenda della possibile chiusura della caserma dei carabinieri di Burgos. A chiederne conto al ministro dell’Interno è il deputato di Sinistra ecologia e libertà Michele Piras, componente della IV commissione Difesa della Camera, autore di un’interrogazione rivolta al ministro Alfano per chiedere lumi sulla situazione e tentare di scongiurare quello che secondo il deputato sarebbe «un fatto grave e ingiustificabile per il territorio del Goceano e in particolare per i comuni di Burgos, Esporlatu e Bottidda».

La notizia della possibile chiusura del presidio, come certamente si ricorderà, era stata data nei primi giorni di settembre dal capogruppo di Sel in consiglio regionale Daniele Cocco, che in quell’occasione aveva presentato una analoga interrogazione al presidente e all’assessore agli Affari generali della Regione chiedendo un loro intervento per scongiurare quello che suo dire sarebbe «un grande smacco per il territorio e un duro colpo alla stessa credibilità delle istituzioni dello Stato nelle menti dei cittadini». In assenza di comunicazioni ufficiali, ma di fronte a un panorama che vede all’orizzonte tantissime possibile chiusure di presidi delle forze dell’ordine nel territorio (stazioni dell’Arma a Nule, Ittireddu e Ardara, la compagnia di Ozieri, la scuola di polizia a cavallo sempre a Burgos e la polizia strade e ferroviaria di Ozieri), la richiesta del deputato al ministro Alfano è quella di fare piena luce sulla vicenda e spiegare i motivi di questo “accanimento” contro il Goceano e tutto il centro nord della Sardegna.

«È un fatto inaccettabile - dice l’onorevole Piras illustrando i contenuti dell’interrogazione - che nelle politiche dei tagli e di spending review dei diversi governi nazionali che si sono susseguiti rientrino sempre le piccole comunità e le zone interne della Sardegna. Pertanto, dopo gli atti presentati nel consiglio regionale da Sel con il capogruppo Daniele Cocco, abbiamo deciso di porre il tema all’attenzione del ministro Alfano, con un’interrogazione con richiesta di risposta scritta depositata alla Camera dei Deputati nella quale chiediamo di salvaguardare quantomeno i canoni minimi di sicurezza nei territori e di scongiurare la chiusura della caserma dei carabinieri di Burgos, certi che anche la giunta regionale sosterrà questa istanza».

I tagli ci possono anche stare, dice poi in sostanza Michele Piras, ma solo se essi sono indirizzati ai giusti settori di intervento. Settori che, secondo Piras e secondo l’intero gruppo regionale di Sel, non posso assolutamente riguardare baluardi fondamentali dello Stato come i presidi delle forze dell’ordine, ciò in particolare nelle zone interne come il Goceano che, come aveva scritto a suo tempo Daniele Cocco e ora ribadisce Piras, «sono territori di frontiera in un entroterra sardo interessato da una ondata di criminalità crescente e dove la presenza stabile di un presidio dell’Arma funge inevitabilmente, nell’immaginario collettivo, da deterrente rispetto ai fatti di criminalità».

Gli stessi temi sono presentati ora all’attenzione del ministro Angelino Alfano dal deputato Michele Piras, che a sua volta parla di una decisione del Governo che va del tutto «in controtendenza rispetto all’escalation dell’ondata di criminalità in Sardegna» e pone l’accento in particolare sulle peculiarità geografiche del territorio. I tagli,

dice in sostanza Piras, non possono essere lineari perché le eventuali riorganizzazioni dei presidi dell’Arma dei carabinieri nel territorio non possono non tenere conto dell’isolamento del territorio oltre che delle già citate particolari situazioni sociali.

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