Masia si incatena per la strada di Li Reni

Viddalba, il consigliere provinciale protesta per la mancata manutenzione del collegamento

VIDDALBA. Ancora una forte azione dimostrativa da parte dell’eclettico ed estroso consigliere provinciale Antonio Masia, che per protestare contro la Provincia (che egli stesso rappresenta) che da anni non esegue manutenzioni sulla strada provinciale in località Li Reni, nei giorni scorsi si è incatenato al finestrino della macchina del sindaco di Viddalba Vittorio Ara. «Un uomo in catene è semplicemente un uomo che esprime il proprio dissenso e la propria tristezza - ha detto il consigliere Masia nel suo breve comizio inscenato durante la protesta - . Io vorrei togliermi queste catene e cambiare una volta per tutte il territorio - ha proseguito Masia davanti ai sindaci di Viddalba Vittorio Ara e di Santa Maria Coghinas Pietro Carbini, ad alcuni consiglieri e assessori comunali e a diversi cittadini -. Ci metto tutta la mia buona volontà per fare questo e anche la faccia, ma queste situazioni le ho ereditate da chi negli anni ha amministrato in maniera scellerata».

La strada di Viddalba - Li Reni, costellata di buche, è l’unica arteria percorribile per chi da Viddalba vuole recarsi al Santuario Mater Purissima o per chi deve andare a Muntiggioni, o a La Tozza. Inoltre, tutti i giorni è utilizzata anche da mezzi pubblici, da pullman, scuolabus.

«Sono allibito dell’atteggiamento della Provincia - dichiara il sindaco di Viddalba - di questo menefreghismo e lassismo verso il nostro territorio. Non sono valse a nulle le nostre proteste, le lettere e le tante richieste di incontri per risolvere l’annoso problema della strada. Come si può pensare di fare turismo religioso o termale se non abbiamo infrastrutture all’altezza di garantire la viabilità neanche nei mesi invernali a chi che risiede in queste località? Senza contare tutti gli incidenti che capitano di continuo in questa strada che ora assomiglia sempre di più a una mulattiera più che a una strada provinciale di primo livello».

«Ho voluto partecipare alla manifestazione di protesta indetta dal consigliere Masia - dichiara il sindaco di Santa Maria Coghinas Pietro Carbini - perché tanti miei concittadini utilizzano questa arteria per recarsi a Badesi e inoltre perché il disagio di un territorio limitrofo è anche il disagio del mio territorio che rappresento. Noi siamo un comune termale - continua il primo cittadino Carbini - ma non siamo all’altezza di questo nome

finchè non avremo le infrastrutture che ci permettono di potere garantire i servizi primari come quello della viabilità. Cosa possiamo offrire ai nostri visitatori - conclude Carbini - solo desolazione e uno scenario da guerra che è imbarazzante per chi viene a visitarci».

Giulio Favini

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