Sit-in degli studenti: «Tasse troppo alte»

Striscioni per protestare contro gli aumenti e i provvedimenti della Regione «calati dall’alto»

SASSARI. Nessuno punta l’indice contro l’Università, specie in un’occasione lieta come l’inaugurazione dell’anno accademico, ma quando c’è un problema deve essere affrontato anche a rischio di sembrare inopportuni. Gli studenti non hanno digerito l’aumento della tassa Ersu scattato ad anno iniziato e non lo hanno certo mandato a dire. Lo hanno fatto attraverso i loro rappresentanti che ieri hanno partecipato alla cerimonia ufficiale nell’aula magna di piazza Università. A dare fuoco alle polveri ha cominciato proprio Riccardo Zanza, presidente del Consiglio degli studenti nell’ateneo turritano, che dopo la relazione del rettore Massimo Carpinelli, la prima dopo la recente elezione, si è fatto portavoce e interprete del malcontento che da qualche settimana serpeggia tra i tanti colleghi costretti a tirare la cinghia per sostenere un’impennata del 120 per cento. «Il diritto allo studio è diventato di importanza secondaria nell’agenda politico-finanziaria della Regione - ha tagliato corto Zanza - a Sassari e Cagliari è da diverso tempo che risuona il mesto termine “idoneo non beneficiario” nelle graduatorie delle borse di studio Ersu e nonostante questo diritto a metà ci vediamo costretti a subire, ad anno accademico in corso e senza alcun preavviso, l’onere del pagamento di una tassa che da 62 passa a 140 euro». La folta platea riunita nell’aula magna della segreteria centrale segue attenta la relazione dello studente che, toga e tocco, snocciola dati e percentuali a sostegno della protesta: «A questa ingiustizia abbiamo detto No, ma il nostro grido di dolore non ha avuto ascolto o forse non vi erano orecchie disposte ad accoglierlo». A questo riguardo non è certo passata inosservata l’assenza dell’assessore regionale Claudia Firino che in tanti speravano di poter incontrare. A rincarare la dose hanno pensato Antonio Puddu e Marco Pilo, rappresentanti degli studenti nei consigli di amministrazione dell’ Ersu e dell’Università che, a margine della cerimonia, hanno manifestato il loro dissenso nei confronti di un provvedimento «calato dall’alto e senza alcuna possibilità di mediazione. Non ce l’abbiamo con l’Università - hanno tenuto subito a precisare - ma con la Regione perché non ci aspettavamo questo atteggiamento soprattutto dopo una campagna elettorale in cui la tutela del diritto allo studio era stata indicata tra i primi impegni dell’agenda politica». Le questioni sul tappeto sono diverse e tutte importanti, pesa, per esempio, la decisone di destinare le borse di studio solo alle matricole, la regolamentazione dell’assegno di merito che, secondo la valutazione degli studenti, per via della diversa attribuzione dei crediti formativi, escluderebbe dal computo gli studenti di Medicina e quelli delle discipline umanistiche. Ma ciò che gli studenti non mandano giù è soprattutto il taglio delle risorse previsto per i progetti Erasmus che la Regione avrebbe letteralmente azzerato in attesa

di avere un fondo specifico dall’Unione europea. Al termine della cerimonia una delegazione del Forum studentesco ha diffuso un comunicato stampa e srotolato alcuni striscioni al passaggio degli invitati con l’intento di sostenere una protesta che certamente non resterà nelle aule dell’ateneo.

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