Agro, sotto esame un piano per salvare Romangia Servizi

Sorso, proposta di Unione Riformista sulle strade vicinali La manutenzione affidata ai lavoratori della partecipata

SORSO. Un piano dell’agro per salvare la Romangia Servizi riordinando la viabilità e il decoro delle campagne di Sorso. Sono i termini della proposta messa a punto dal capogruppo socialista di Unione Riformista, Gian Paolo Sanna. Costruzione di nuove strade, manutenzioni ordinaria e straordinaria, taglio siepi e adempimenti antincendio: sono soltanto alcuni dei lavori che potrebbero essere svolti dalla società partecipata dal Comune di Sorso negli oltre 220 chilometri di strade vicinali, oggi abbandonate al loro destino. A pagare gli interventi saranno gli stessi proprietari terrieri riuniti in consorzi, la cui costituzione è obbligatoria per legge. «Si tratta di centinaia di migliaia di euro di potenziali introiti», afferma Sanna. La vertenza a difesa del lavoro, avviata dai lavoratori Romangia Servizi nei giorni scorsi, potrebbe spingere la classe politica locale a implementare un progetto orientato a migliorare radicalmente sia il volto dell’agro di Sorso sia la vita di chi ci abita.

La storia. Si tratta di rispolverare il caro vecchio obbligo di provvedere alla manutenzione delle strade vicinali, disatteso a Sorso ormai da un trentennio: l’ultimo amministratore comunale che si occupò dell’agro in modo serio fu Baingio Nali, negli anni 80. Come già detto, la legge prevede che i proprietari si riuniscano in consorzi e, qualora non venga fatto, impone all’amministrazione di farlo con un atto d’imperio (per le sole strade vicinali cosiddette di uso pubblico). La disciplina dei consorzi risale a un decreto legislativo del 1918 che distingue fra strade vicinali di uso pubblico e non. Le prime sono quelle che servono effettivamente la collettività per raggiungere strade, edifici o strutture di pubblico interesse. Le seconde, invece, sono quelle tipicamente utilizzate da pochi (oggi verrebbero dette “servitù”). Venendo ai giorni nostri, considerando il livello attuale di antropizzazione dell’agro sorsense, potrebbe considerarsi “a uso pubblico” la quasi totalità delle strade vicinali.

La proposta. In sostanza, il consigliere Sanna immagina la costituzione di un unico grande consorzio di tutte le strade vicinali sorsensi (un precedente recente in questo senso è nel Comune di Ploaghe). Nella partita dei lavori entrerebbero anche i terreni che ricadono nella fascia pinetata (a parte quelli gestiti dalla Forestale). «Le potature programmate, le recinzioni, la cura del sottobosco e le linee tagliafuoco sono tutti adempimenti che deve fare il privato e che vengono puntualmente disattesi. Però chi ha proprietà lungo la costa raramente è un povero cristo», esordisce il consigliere Sanna. Chi paga? Secondo la proposta si pagherà «imputando il conto per millesimali in base ai possedimenti terrieni di ognuno». E il resto? La legge dice che il Comune è obbligato a contribuire almeno al 20% delle spese e nel caso migliore fino al 50%.

I lavori. In questo mare di lavori potrebbe sguazzarci bene la Romangia Servizi, che in termini di qualità sul verde pubblico non ha niente da invidiare alla concorrenza privata. «Il sindaco deve intervenire e adoperarsi per garantire manutenzione e sicurezza delle strade vicinali, per scongiurare il pericolo incendi durante i periodi estivi e per effettuare il taglio siepi che permetta il defluire delle acque

in sicurezza», spiega Sanna. E se l’amministrazione comunale rispondesse picche rimarrebbe da giocare un’unica ulteriore carta. «In assenza di iniziativa da parte degli utenti o del Comune, alla costituzione del consorzio provvede di ufficio il prefetto», recita l’art. 14 della legge 126/1958.

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