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Il lavoro è una risorsa per chi ha commesso errori

Studentessa del liceo Spano commenta l'incontro in redazione con i detenuti

Riflessione personale: errore e reinserimento

L'incontro dell'11 novembre alla Nuova Sardegna ha permesso un dialogo diretto con chi ha avuto esperienza dell’ ambiente carcerario, il quale risulta essere una realtà molto distante, estranea e talvolta inconcepibile per chi non ne è coinvolto direttamente o indirettamente.

Durante la discussione è stato chiarito dagli stessi detenuti o ex, il modo in cui si svolge o si è svolta la loro vita nel periodo di detenzione.
Sono rimasta colpita e trovo terrificante la privazione della libertà in questi termini, non si tratta della privazione della libertà di parola o pensiero, ma della libertà di esprimere la propria personalità seguendo le proprie vocazioni e dedicandosi alle proprie passioni e di godere del mondo confinati in un ambiente chiuso e oppressivo, in cui la persona è un detenuto e nient’altro.

Tale pena, che incarna l’essenza stessa del carcere, è oltremodo dura e perciò adeguata come esperienza punitiva, tuttavia ha dei limiti di efficacia, in quanto di per se non garantisce un cambiamento in positivo della forma mentis del detenuto.
E’ dunque necessario e fondamentale che sia associata a percorsi rieducativi attraverso i quali, tra le altre cose, i detenuti possano avere la possibilità di capire l’importanza del rispetto degli altri e della legge che tutela la società sempre: sia in qualità di vittime che di criminali.

Ritengo inoltre che tali attività siano di vitale importanza anche per chi si trovi ad avere a che fare con ex detenuti, i quali nonostante abbiano terminato il loro percorso carcerario per la naturale diffidenza umana sono identificati come potenziali pericoli. Esse dando delle credenziali contribuiscono ad affievolire tale barriera psicologica.

Pertanto, vista l’esperienza lavorativa positiva ed efficace a cui ho potuto assistere, mi auguro che progetti del genere continuino ad essere finanziati e possa essere garantita una crescente partecipazione dei detenuti, i quali hanno il diritto di avere un’ occasione di riscatto, crescita e cambiamento.

 

 

Aurora Brandino (V C liceo scientifico Spano)