Il pullman dei pendolari si blocca a Osilo

Nulvi, pessimo esordio del servizio su gomma che da ieri ha sostituito la littorina: strada ghiacciata e studenti a terra

NULVI. Ha esordito nel peggiore dei modi, almeno per quanto riguarda Nulvi, il nuovo Piano regionale dei trasporti. Uno dei provvedimenti contemplati è la soppressione della linea ferroviaria “Sassari-Nulvi”, ultimo tratto sopravvissuto, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, della storica linea “Sassari-Tempio-Palau”. Il vecchio trenino è stato infatti sostituito con delle corse di autobus di linea e ieri mattina gli studenti nulvesi hanno dovuto, loro malgrado, utilizzare il mezzo gommato per recarsi a Sassari. La neve caduta durante la notte ha però giocato loro un brutto scherzo: l’autobus, infatti, ha incontrato subito qualche difficoltà ad affrontare la vecchia e tortuosa Statale 127, completamene innevata, un vero incubo per i conducenti. L’autobus parte da Nulvi poco prima delle 7, troppo presto perché i mezzi dell’Anas potessero intervenire, come hanno fatto in effetti in mattinata. L’autobus, stipato di studenti, ha arrancato sinché ha potuto sulla carreggiata ghiacciata ma una volta affrontata al salita verso Osilo ha dovuto arrendersi. Il conducente è riuscito comunque, con grande abilità e coraggio, a far arrivare il grosso mezzo almeno sino al centro abitato di Osilo, dove però è stato fermato per motivi di sicurezza. I ragazzi hanno così potuto riparasi e ristorarsi all’interno di un bar nei pressi della fermata.

Inoltre i ragazzi hanno potuto anche sperimentare un’altra nuova situazione, quella cioè di viaggiare nel bus con l’ombrello, aperto visto che all’interno dell’abitacolo colava la neve che nel frattempo si scioglieva. I ragazzi hanno subito allertato i loro genitori e da Nulvi sono partiti diversi mezzi, auto, pulmini e persino qualche mezzo da cantiere, per riportare a casa i malcapitati. Come volevasi dimostrare insomma. «La littorina non ci avrebbe tradito - hanno commentato i ragazzi infreddoliti -, non lo ha mai fatto anche con condizioni meteorologiche più proibitive». Gli studenti e anche diversi lavoratori pendolari hanno dovuto quindi rinunciare anche ieri ad andare a scuola visto che nei giorni scorsi avevano dato vita a Nulvi a due piccole manifestazione di protesta con le quali chiedevano all’assessore e all’Arst di salvare il “loro” trenino, che - seppure malconcio e lentissimo - avrebbe potuto continuare a fare il suo dovere come ha fatto per 80 anni. La loro protesta, in effetti tardiva, non è risuscita a evitare che sabato pomeriggio la vecchia littorina compisse, tristemente, il suo ultimo viaggio alla stazione di Nulvi. Hanno però ottenuto almeno la proroga per il mese di febbraio all’adeguamento dell’abbonamento ferroviario, di 25,50 euro, a quello dell’autobus, di 66 euro. Questo perché l’assessorato regionale ha riconosciuto l’ingiustizia e si e accollato, almeno per il mese di febbraio, la differenza.

Ma le disavventure ieri non si sono limitate solo all’escursione ad Osilo. L’autobus delle 15.40 in partenza da Nulvi non è andato alla stazione a prelevare i viaggiatori ma è partito direttamente dal corso, per cui un gruppetto di utenti è rimasto a piedi nel piazzale della stazione. Intanto si susseguono le prese di posizione contro il provvedimento di soppressione del trenino. Nei giorni scorsi anche il consigliere regionale Alessandro Unali ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore regionale ai Trasporti con la quale chiede di posticipare la soppressione della tratta

ferroviaria “Nulvi-Sassari” almeno sino al completamento dei lavori della “Strada dell’Anglona”, così da consentire ai pendolari di raggiungere più agevolmente il capoluogo sassarese ma anche di intraprendere azioni che permettano alla tratta di continuare a funzionare come linea turistica.

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