Mannaia sugli uffici postali Caso in consiglio regionale

Interpellanza da parte del capogruppo di Sinistra ecologia e libertà Daniele Cocco Riduzione del servizio ad Ardara, Nughedu, Esporlatu e nel quartiere di San Nicola

OZIERI. Non poteva non avere un’immediata eco in Regione la notizia della chiusura o riduzione dei servizi di ben quindici uffici di Poste Italiane in Sardegna, oggetto di una interpellanza urgente firmata da quasi tutti i consiglieri regionali su proposta del capogruppo di Sel Daniele Cocco. Nel territorio del Logudoro e del Goceano, l’allarme - lanciato nei giorni scorsi da Spl-Cisl - riguarda ben quattro uffici: Ozieri San Nicola, Ardara, Nughedu san Nicolò ed Esporlatu. Per tutte queste sedi è prevista una riduzione dei giorni di apertura: Ardara da sei a tre giorni a settimana; Nughedu da sei a quattro; San Nicola da quattro a tre; Esporlatu (del quale nei giorni scorsi era stata annunciata la chiusura totale, allarme poi rientrato) da tre a due. Poste Italiane ha inserito questi tagli nel suo piano nazionale di riorganizzazione e, a quanto fa sapere il segretario generale regionale Slp-Cisl Timoteo Baralla, non intende recedere di un passo da questa sua decisione in nome del risparmio di risorse. Un’eventualità che non va giù a Daniele Cocco e agli altri consiglieri regionali (espressione di tutti i partiti delle coalizioni presenti nel consiglio regionale) firmatari dell’interpellanza indirizzata al presidente della Regione e all’assessore agli Enti Locali, che mettono in guardia contro il «gravissimo danno che potrebbe causarsi a diverse comunità della nostra Regione dal piano di riorganizzazione del servizio postale prospettato da Poste Italiane Spa che paventa la chiusura e la riduzione dei giorni di apertura di diversi sportelli postali in Sardegna». Oltre ai quattro uffici nel territorio del centro nord, l’ipotesi riguarda anche altri uffici in ogni parte della Sardegna (da Ballao a Romana, da Cagliari 14 a Cheremule, da Pauli Arbarei a Borutta): da qui la levata di scudi dei consiglieri regionali che chiedono all’esecutivo regionale «di intervenire tempestivamente e di interloquire con Poste Italiane Spa al fine di risolvere tale gravosa ipotesi di chiusura con lo scopo di far revocare l’intento di chiusura dei suddetti, che si realizzerebbe attraverso il meccanismo dell’accorpamento di due o più uffici e la soppressione dei centri secondari di distribuzione». È evidente, sottolineano i firmatari dell’interpellanza di Cocco, che la realizzazione del piano di riorganizzazione inciderebbe pesantemente su una situazione generale già problematica: soprattutto nelle piccole comunità, infatti, lo sportello postale è spesso uno dei pochi presidi pubblici ancora esistenti, in un clima

di generale soppressione di servizi di ogni genere. I tagli, dicono i consiglieri, non farebbero altro che concentrare l’utenza su pochi sportelli, aumentando un disagio reso già grave dalla difficoltà di spostamenti dovuta alle condizioni disastrose della viabilità e dei trasporti pubblici.

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