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L'ultima intervista con il generale Giuseppe Musinu

In un video esclusivo e inedito realizzato nel 1991 da due giornalisti della Nuova Sardegna, la leggenda dell'esercito italiano parla della sua esperienza nei "Diavoli Rossi"

SASSARI. Parla in un video inedito il generale Giuseppe Musinu. Soprannominato su dialu, il diavolo, l'ufficiale sardo è una leggenda dell'esercito italiano, per un secolo emblema e testimone vivente del valore della "Sassari". L'intervista contenuta nell'esclusivo docufilm - e a suo tempo pubblicata a tutta pagina sul nostro giornale di carta stampata - è stata realizzata per la Nuova Sardegna da Nanni Piredda e Pier Giorgio Pinna nel marzo 1991, subito dopo l'effettiva rinascita della Brigata.

L'ultima intervista con l'eroe della Brigata Sassari L'ultima intervista con l'eroe della Brigata Sassari

Un momento di grande gioia per Musinu, che nell'occasione, arrivato sulla soglia del secolo, rilasciò nella sua casa di Thiesi le ultime dichiarazioni pubbliche (morirà nel 1992 a 101 anni). "Quella di ricostituire la Sassari è una decisione che ha un significato morale - sottolineò infatti il generale, da anti-eroe qual è sempre stato nonostante le numerosissime medaglie e promozioni conquistate in battaglia - Serve per custodire la memoria di ciò che è accaduto nella prima guerra mondiale: tanti morti, quindici soldati sardi su cento, la più alta percen­tuale del nostro esercito”.

Lo stesso Musinu fu più volte ferito. Ma le tragedie del 1915-18 e i drammi della ritirata di Russia nel secondo conflitto mondiale non gli impedirono di restare in servizio attivo sino al 1944. Per lui guerra e pace, come in in'opera di Tolstoj, si sono così a lungo alternate. Sino a coincidere in larga misura con il secolo di vita che adesso i suoi Diavoli Rossi festeggiano in tutta l'isola.

Giuseppe Musinu nacque a Thiesi, in Sardegna, nel 1891, figlio di un fabbro locale. Ebbe altri due fratelli: Giovannino Musinu, che come lui intraprese la carriera militare e fu tenente medico durante la prima guerra mondiale, ed Eleonora. Dopo il regolare servizio militare, venne richiamato alle armi con la leva e la sua carriera militare iniziò proprio con la Grande Guerra dove si distinse sino a guadagnarsi il grado di maggiore (il più giovane ad essere ammesso a questo grado, a soli 26 anni).

Fu con questo grado comandante del II° Battaglione del 152º reggimento di fanteria della Brigata Sassari a cui fu sempre legatissimo. Prese parte tra le altre alla battaglia di Caporetto e fu l'ultimo dei militari italiani a passare il ponte della Priula sul Piave prima che questo venisse fatto saltare, il 9 novembre 1917. Fra le due guerre divenne, nel 1937, comandante del 69º Reggimento di fanteria "Ancona". Prese parte successivamente anche alla seconda guerra mondiale e nel 1942 venne posto a capo del Comitato direttivo della retroguardia dell`8ª Armata in Russia.

Nel 1944 dopo 33 anni di servizio di cui 22 trascorsi nella Brigata Sassari, venne collocato a riposo. Morì nella città natale nel 1992, alla veneranda età di 101 anni. Nel 2007 Thiesi gli ha dedicato una piazza.

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