Passi carrabili, ecco le cartelle Equitalia

A Bono la Provincia chiede il pagamento del canone per il 2009 e il 2015. Alcuni accessi si trovano anche in pieno centro

BONO. Un nuovo improvviso balzello da pagare si sta materializzando in queste settimane nelle cassette delle lettere di tanti residenti del Goceano, e non solo: cartelle Equitalia, su mandato della Provincia di Sassari, con la richiesta di pagamento di canoni per accessi ad abitazioni e campagne che si affacciano su strade di competenza provinciale relative agli anni 2009 e 2015. E sono tegole in testa per gli utenti che le stanno ricevendo, dato che si va dai 45 euro sino ai 2-300 euro ma anche e soprattutto perché in alcuni casi non si tratta, come dovrebbe essere, di accessi su strade rurali o periferiche ma di accessi carrabili in pieno centro abitato. Per quanto riguarda le cartelle relative al 2009, quindi di più di cinque anni fa, il dubbio è se i pagamenti siano dovuti o meno, dato il trascorrere del tempo della prescrizione; per quanto riguarda le altre, come quelle di questo stesso anno, le resistenze al pagamento derivano o dagli alti importi o, più semplicemente, dal non comprendere perché dopo tanti anni la Provincia vada a chiedere pagamenti mai richiesti; anche perché, come in alcuni casi è stato riscontrato, capita che tali terreni per i quali sia richiesto il pagamento siano relativi ad accessi su espropri mai pagati; senza contare che in alcuni altri casi è oggettivo che gli accessi si trovino su strade comunali.

Cosa è successo quindi in Provincia? È quello che va capito in questo momento. Nel 2007 l’ente aveva approvato l’istituzione di una tassa sugli accessi carrabili, che però aveva congelato non essendo mai riuscita ad esigere alcunché. Ora, dopo otto anni, “ci riprova” affidando la riscossione a Equitalia, sia di quelle pregresse sia, caso strano, di quelle di quest’anno.

Nella sua missiva la Provincia di Sassari ovviamente cita i riferimenti normativi: in primo luogo il proprio regolamento Cosap (concessione spazi e aree pubbliche), modificato per l’ultima volta nel 2014. Ma sono in tanti a non vederci chiaro: tra questi il capogruppo di Sel nel consiglio regionale Daniele Cocco, autore di una lettera aperta nella quale si fa portavoce delle proteste dei suoi concittadini del Goceano, e non solo, e chiede lumi al presidente della Provincia di Sassari su una richiesta di pagamento che considera «incomprensibile» (vedi box a lato).

Si sa che l’ente ha il bilancio in rosso, ma in tanti stanno vedendo ancora più rosso di fronte a questa inedita richiesta di esborso, che va a colpire sia le campagne, in cronica crisi, sia famiglie

che hanno il solo torto di affacciarsi con le loro case o negozi su una strada provinciale. Cosa potrebbe succedere per esempio a Ozieri, dove la centralissima via Vittorio Veneto, strapiena di abitazioni, negozi, imprese, uffici pubblici, insiste quasi tutta su una strada provinciale?

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