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"Se chiamati in Libia, pronti a fare la nostra parte"

Il generale Arturo Nitti alle celebrazioni per il centenario della nascita dei Diavoli Rossi. "Per ora andiamo avanti con il ciclo di addestramento annuale"

SASSARI. «Se verrà chiamata, la Brigata Sassari sarà pronta a fare la sua parte». Così il generale Arturo Nitti, comandante della Brigata Sassari, ha risposto in merito ad un eventuale intervento dei «sassarini» sullo scenario internazionale, oggi nella caserma «Gonzaga», in occasione delle celebrazioni per il centenario della storica Brigata. «Si è parlato di un possibile nostro intervento in Libia - ha aggiunto Nitti - per ora procediamo con il ciclo addestrativo previsto dal programma annuale, ma siamo qui e siamo pronti».

Proprio come cento anni fa, quando è nata, e come sempre è accaduto negli ultimi venti anni, la Brigata Sassari è intenzionata a giocare un ruolo da protagonista nello scacchiere diplomatico internazionale, con particolare riferimento all'area mediterranea.

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L'impegno è stato ribadito nel corso della cerimonia militare che questa mattina ha dato l'avvio alla «tre giorni» di celebrazioni dedicate al centenario della «Brigata Sassari», la cui nascita viene fatta risalire al marzo del 1915, quando furono costituiti il 151/o reggimento a Sinnai e il 152/o reggimento a Tempio. Nel corso della manifestazione, il sindaco di Sassari Nicola Sanna, ha conferito alla «Brigata» la cittadinanza onoraria. Le manifestazioni proseguiranno sino a domenica, tra visite al museo storico e convegni.

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