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Dimonios con gli zaini: «Siamo pronti a partire»

Il secolo di vita festeggiato con il assegnazione della cittadinanza onoraria. Il generale Nitti sull’eventuale intervento in Libia: «Se sarà necessario ci saremo»

SASSARI. Albania e Bosnia, Kosovo e Macedonia, Iraq e Afghanistan: negli ultimi quinci anni gli uomini della Brigata Sassari sono stati schierati in prima linea nei teatri più caldi delle aree di crisi di mezzo mondo, portando a termine le missioni di pace con la professionalità di sempre. Persino superfluo rimarcare che se necessario, i Dimonios sono pronti a rispondere alla prossima chiamata. Lo ha ricordato anche ieri il comandante, generale Arturo Nitti, nel piazzale della caserma Gonzaga a Sassari, a margine della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune. Riferendosi alla possibilità di un intervento nello scenario libico, il comandante Nitti ga detto che per ora la Brigata «prosegue senza sosta il ciclo addestrativo, se sarà necessario siamo pronti a partire anche domani».

Gli onori. Da ieri, dunque, i Diavoli Rossi sono cittadini onorari di Sassari, un riconoscimento importante che Palazzo Ducale ha voluto formalizzare nel giorno del centesimo compleanno di un’istituzione che ha contribuito a scrivere pagine importanti di storia dando lustro alla città di appartenenza, all’isola e alla nazione. La giornata del centenario è cominciata presto quando il generale Nitti, preceduto da due fanti in divisa storica, ha deposto una corona d’alloro ai piedi del monumento realizzato di recente dallo scultore Marco Vargiu nel piazzale della caserma di via Carlo Felice. Pochi gesti composti accompagnati dalle note del “Piave” e del “Silenzio” eseguiti dalla banda della Brigata schierata di fianco a un plotone del 152° reggimento.

L’emozione. Poi il silenzio, quello vero, a rimarcare il tributo con cui i militari rendono onore ai compagni che per la patria hanno dato la vita. Ora lo stato d’animo è una miscela di orgoglio e senso di riconoscenza per chi fino in fondo ha mantenuto fede al giuramento onorando la patria e la bandiera. In quel momento nell’immenso piazzale d’Istria della Gonzaga ci sono anche i familiari dei militari sardi caduti in patria e nelle missioni di pace all’estero. Il grande spazio si riempie in un attimo quando sulle note di Dimonios arrivano i reparti della Brigata.

Le autorità. Dal palco allestito per accogliere le autorità il colpo d’occhio è notevole. Quando il generale Antonio Vittiglio, vice comandante del II comando forze di difesa, passa in rassegna i reparti, perfettamente inquadrati sono schierati gli uomini del 151° e 152° reggimento, il 3° bersaglieri e il 5° guastatori. A chiudere, la banda musicale che per l’occasione indossa la divisa storica della Prima guerra mondiale. Sul palco, oltre al sindaco di Sassari Nicola Sanna e al presidente della Provincia, Alessandra Giudici, siedono il prefetto di Sassari Salvatore Mulas e numerosi rappresentanti delle istituzioni. Ci sono anche cinque ex comandanti della Sassari che non sono voluti mancare alla celebrazione del centenario: si tratta dei generali Nicolò Manca, Giangabriele Carta, Giuseppe Sabatelli, Bruno Stano e Manlio Scopigno. Non mancano i sindaci di Tempio, Romeo Frediani, e di Sinnai, Barbara Pusceddu, comuni nei quali cento anni fa nacquero i due reparti, 151 e 152, che diedero vita al nucleo originario della Brigata Sassari. Fra le autorità, partecipano alla cerimonia anche Mario Segni e Arturo Parisi, mentre in rappresentanza della giunta regionale c’è l’assessore alla Sanità Luigi Arru. Fra gli ospiti, c’è anche una rappresentanza del gremio dei Viandanti con l’abito tradizionale di foggia spagnolesca. Quindi l’atto tanto atteso, con la consegna della pergamena al generale Arturo Nitti, documento con cui il sindaco Nicola Sanna ha conferito alla Brigata la cittadinanza onoraria. «È un grande onore per me e per tutti i sassaresi attribuire questo importante riconoscimento – ha detto il primo cittadino a margine della cerimonia – il nome della Brigata Sassari è parte integrante della storia sarda e nazionale, questo riconoscimento conferma il rapporto di stima e collaborazione tra il Comune e la Brigata».

Il coraggio. L’ultima parte della cerimonia è dedicata all’assegnazione di encomi e decorazioni a cinque militari che si sono distinti in altrettante operazioni portate a termine con professionalità e coraggio durante l’ultima missione in Afghanistan. La chiusura,

come sempre, è affidata al cappellano militare, don Gianfranco Pilotto, che recita la preghiera del fante. I reparti, infine, lasciano il piazzale e il motto “Forza Paris”, urlato all’unisono, riecheggia sulle pareti della caserma. I Diavoli Rossi sfilano via lasciando una grande emozione.

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