Bonorva, pariglie record in mezzo alla folla

Si è conclusa con successo la manifestazione equestre di fine Carnevale. Riconsegnato lo spadino

BONORVA. Nei giorni scorsi, precisamente domenica, neppure il pericolo di un improvviso temporale, annunciato dal cielo cupo e grigio, ha tolto a “S’asone de carrasegare”, Antonello Senes, ai cavalieri e ai figuranti, l’entusiasmo e la voglia di chiudere brillantemente, con la seconda giornata, la diciassettesima edizione delle Pariglie Bonorvesi che, pur fra le evidenti difficoltà operative dovute alla pista intrisa d’acqua, si sono svolte con assoluta regolarità e riscosso un notevole successo fra il numeroso pubblico che ha assistito, dietro le transenne collocate lungo il Corso Umberto I, al tradizionale spettacolo equestre di fine carnevale. Una manifestazione che riporta al ricordo di antichi usi e costumi e si collega, non solo simbolicamente, per ridargli la nobiltà e il valore che merita, anche al duro lavoro dei campi, affrontati dall’uomo con la compagnia e l’aiuto, spesso indispensabile, del suo cavallo, con il quale però, in occasione delle poche feste paesane, e in particolare del carnevale, amava dividere anche i momenti di divertimento e spensierata allegria, al centro delle quali si collocava, per bellezza e partecipazione, l’esibizione delle maschere a cavallo (Sas Mascheras a caddu). In quell’occasione anche i destrieri erano curati e bardati in modo particolare con finimenti di gran pregio e una collana, (S’Ischiglia), in panno colorato, lavorata finemente al telaio e ricamata a mano, che cingeva il collo dell’animale e da cui ha preso la denominazione l’associazione che, da circa vent’anni, con la presidenza del dinamico Salvatore Angius, cura la riproposizione degli antichi usi e costumi. Alle 10,30 S’Asone, Antonello Senes, scortato da fratelli Tore e Massimo, ha aperto la manifestazione preceduta dalla sfilata dei gruppi già presenti nella giornata d’apertura di sabato, ai quali si è aggiunto il gruppo di giovani di “S’Urtzu e Sos Bardaneros” di Ula Tirso che hanno proposto una laboriosa e faticosissima ricostruzione di una caccia al maligno, visto con le sembianze di un cinghiale, catturato, legato e colpito ripetutamente con violenza fino alla resa, festeggiata con il ballo sardo (Su ballu tundu), intorno all’animale caduto a terra. Le pariglie, lo spettacolo più atteso, perfettamente guidate in pista da Antonello Senes e illustrate, in modo preciso, dallo speaker Angelo Masia, hanno risposto da par suo alle attese con la proposta di diverse figurazioni di alto valore acrobatico. Hanno riservato anche un importante spazio all’energia e bravura di numerosi giovani alla prima esperienza che si sono ben comportati e dimostrato di poter rappresentare una nuova linfa che porterà anche tanto entusiasmo all’interno di un’associazione che, con il passare degli anni, potrebbe

avere necessità di buoni ricambi. La manifestazione, dopo la corsa a S’Ischiglia, infilata da quattro giovani cavalieri, è terminata con la riconsegna dello spadino di comando nelle mani del sindaco e un simpatico rinfresco con la degustazione di dolci tipici bonorvesi.

Emidio Muroni

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