manifestazione a cossoine

Genitori, alunni e sindaco: «Non toccate la nostra scuola»

COSSOINE. «Se chiude la scuola il paese muore!», è lo striscione che campeggia all’ingresso di Cossoine. E poi ancora, vicino al caseggiato scolastico: «Giù le mani dalla nostra scuola». Determinati...

COSSOINE. «Se chiude la scuola il paese muore!», è lo striscione che campeggia all’ingresso di Cossoine. E poi ancora, vicino al caseggiato scolastico: «Giù le mani dalla nostra scuola».

Determinati come non mai, i genitori degli alunni della scuola elementare, insieme ai loro figli e con il sostegno del sindaco e di alcuni amministratori comunali, sono scesi in piazza per manifestare contro la soppressione del plesso di scuola primaria, previsto dal piano di dimensionamento scolastico approvato dalla Regione. Sono arrabbiati e sfiduciati nei confronti della classe politica regionale che, sostengono, «opera tagli indiscriminati, senza prendere in considerazione gli aspetti positivi del mantenimento delle istituzioni scolastiche in paesi che, se venissero loro a mancare anche quei fondamentali presìdi che testimoniano la presenza dello Stato, non incontrerebbero più alcun argine alla loro lenta estinzione». E i bambini esibiscono le scritte contro quelle decisioni destinate a condizionare pesantemente il loro futuro: “Più sviluppo, più crescita, più scuola”, si legge in un cartello; “Scuola chiusa, chi risparmia e chi paga”; “No all’alunno pendolare, sì all’alunno cossoinese”; “Cossoine in stato di allerta perché la scuola resti aperta”; “Più scuola meno tagli”; “No scuola, no paese”.

Le stesse posizioni esprime il sindaco Alfredo Unali che richiama anche i concetti contenuti nel documento sottoscritto da undici sindaci della Provincia di Sassari e presentato all’assessore regionale e alla Commissione della Pubblica istruzione. «La questione delle pluriclassi – si legge – finanziate e mantenute anche nei paesi europei nelle aree a bassa densità, deve essere contestualizzata in una cornice sociale ben definita che ha forse qualche svantaggio (sempre meno grave rispetto al passato), ma anche molte opportunità sulle quali le famiglie hanno fondato la loro scelta di continuare a vivere nei piccoli paesi. A tal proposito, vorremmo capire quale è stata la logica e quali i criteri utilizzati per sopprimere 29 pluriclassi su 169». «Così

come non si capiscono – aggiunge Alfredo Unali – i criteri che recentemente hanno portato al possibile “recupero” di otto scuole fra quelle 29».

Per decidere, comunque, le nuove azioni di lotta da intraprendere, gli undici sindaci si riuniscono oggi a Codrongianos.

Mario Bonu

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