Sanna incontra i barracelli Pinna: polemica esagerata

Il primo cittadino: «Il comandate prenda atto del volere della compagnia» Il segretario comunale Pd: «Non era un voto politico, basta ombre e attacchi»

SASSARI. Il pompiere questa volta prova a farlo il segretario cittadino Fabio Pinna. Che, dopo essersi lanciato in una ricostruzione un po’ spericolata dell’ultimo sgambetto consiliare sui barracelli secondo cui: «non è possibile attribuire con certezza a tutto uno specifico gruppo consiliare un determinato risultato» (in realtà i nove del Pd hanno avuto cura di marchiare i loro voti per Sebastiano Sanna, eletto al posto dell’uscente Giovanni Battista, su cui la maggioranza aveva un assai teorico accordo), sottolinea come: «Se tutto brucia, compresi i pompieri che tentano di spegnere il fuoco, non saprei come si possa salvare la casa nella quale poi tutti dovranno trovare giusta dimora».

«Solo ultimamente – spiega il segretario cittadino – si sono effettivamente registrate le prime condizioni per archiviare gli effetti dei nefasti passi falsi iniziali, e non possono ritenersi accettabili tentativi di boicottaggio di alcun genere. Stupisce che proprio ora si riaccendano gli animi, utilizzando, secondo me troppo frettolosamente, la vicenda della votazione del comandante dei barracelli. Trovo necessario invitare il sindaco – spiega Pinna – a mantenere quella calma necessaria fino alla fine, valutare con maggiore attenzione quanto accade intorno prima di lanciarsi in dichiarazioni che possono nuocere, piuttosto che giovare alla causa. Ritornando al casus belli di queste ultime ore, nelle dinamiche di un voto segreto, tra l’altro non politico, non è possibile attribuire con certezza a tutto uno specifico gruppo consiliare un determinato risultato, degenerare poi nel definire delegittimati tutti i rappresentanti di quel gruppo, far calare ombre e sospetti che vengono poi mal gestiti da chi può anche non avere la necessaria cultura politica per farlo. Trovo sbagliato caricare di un così elevato significato politico questo episodio, tardivamente e a posteriori rappresentato come un voto di fiducia al sindaco, invece che per quello che è stato, cioè un voto del consiglio da esprimere secondo coscienza e fuori dalle dinamiche politiche di maggioranza».

Tentativi di ricucire insomma, che vanno avanti, a tutti i livelli, da settimane. Con il sindaco però che però sembra intenzionato a sfruttare al meglio la finestra spalancata dal “tradimento” del gruppo Dem e, per nulla pompiere, ieri sera è intervenuto alla riunione dei barracelli in rivolta: «Prendo atto del voto del consiglio e lo rispetto – ha spiegato alla caldissima platea – ma sono anche convinto che il comandante nominato dovrebbe prendere atto con l’onore che contraddistingue il corpo dei barracelli del volere democratico della compagnia, che ha la sovranità di decidere il proprio comandante, prerogativa che sempre è stata rispettata in tutti i comuni della Sardegna anche di fronte a scarti minimi. Faccio un appello al rispetto del voto, anche perché non si può governare una compagnia dove il 70 per cento hanno scelto un altro capo. Sono pronto a incontrare il comandante e gli consiglierò personalmente di rinunciare».

Sebastiano Sanna insomma, secondo il sindaco, si dovrebbe dimettere e lasciare il posto all’uscente Giovanni Battista Sanna votato

lo scorso 15 novembre da 86 colleghi contro 45 dell’avversario. Un rilancio che difficilmente troverà sponda. Anche perché l’elezione del comandante dei barracelli, sia o no faccenda politica, è sicuramente vicenda sentitissima in aula e fuori. Sicuramente tanto da meritare un bello sgambetto.

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