Sassari

Quelle ville liberty sacrificate nel nome della “modernità”

Il destino delle belle costruzioni sorte sul colle dei Cappuccini

SASSARI. Nei decenni passati il colle dei Cappuccini, sorto ai primi del Novecento come quartiere di edilizia residenziale per ceto medio-alto, vide un letterale spoglio delle piccole, molto spesso unifamiliari, ville edificate in stile Liberty per sacrificare le aree all’edilizia condominiale, preferendo il lucro al ricordo magari del nonno, o del padre, che fece edificare quella casa per la famiglia facendo a volte, malgrado la posizione agiata, grossi sacrifici.

In Italia la proprietà privata è garantita ed ognuno è ben libero di decidere il meglio per sé, ma almeno qualche appunto a determinate scelte sento di muoverlo.

È mai possibile che in questa città si sia sempre preferito ciecamente il “nuovo” al “vecchio”, scadendo però in qualità assai spesso? Sì, ed è proprio la storia civica che lo insegna. Negli ultimi due secoli la classe abbiente cittadina (che fossero nobili, borghesi, commercianti), ha giustamente migliorato le proprie condizioni abitative: i palazzi sei-settecenteschi della città murata furono lasciati per i palazzi nella città ottocentesca, questi a loro volta lasciati per le ville Liberty e Decò, a loro volta sostituite dai condomini e infine dalle ville nell’agro, il tutto con crescita esponenziale.

Dispiace vedere che nel progresso è mancato il gusto, quel gusto per recuperare (poche le eccezioni) immobili con loro storie alle spalle e con decorazioni architettoniche specchio del gusto di epoche storiche. Molte delle ville Liberty, della cui demolizione su queste pagine a lungo si dibatté, resta ricordo in cartoline d’epoca e, per chi ama certe visioni “post moderne”, rivivono in luoghi sorprendenti: ad esempio in un cantiere abbandonato da un quarto di secolo a Li Punti, in via Celestino Manunta (in fondo alla traversa sterrata) e, qui in foto,

in un capannone di Predda Niedda. Sono le recinzioni in ferro battuto, sopravvissute alle fusioni e divenute custodi di edifici meno aggraziati delle ville originarie, frammenti della Sassari che fu.

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