Il pm: rapito caricato sul Kangoo

Per l’accusa il furgone è quello dell’azienda edile per la quale lavorava Manca

SASSARI. I lunghi silenzi di Antonello Ladu e i tanti «boh» e non ricordo di Michele Piredda: entrambi i testimoni, ieri mattina - come era già avvenuto per padre Pinuccio Solinas e per Lele Lostia - sono stati richiamati più volte dal presidente Pietro Fanile e contestati dal pubblico ministero Gilberto Ganassi con l’invito a dire la verità. Sono stati loro a caratterizzare l’udienza di ieri mattina in corte d’assise dove si celebra il processo nei confronti di Giovanni Maria «Mimmiu» Manca e Antonio Faedda, arrestati nel blitz del 19 dicembre 2013 di polizia e carabinieri nell’ambito dell’inchiesta-bis per il sequestro dell’allevatore di Bonorva Titti Pinna.

L’obiettivo dell’accusa era quello di dimostrare che il Kangoo dell’azienda, in uso anche a «Mimmiu» Manca è quello con il quale venne trasferito l’ostaggio all’ovile di Su Padru, a Sedilo, dove restò per circa 8 mesi. Antonello Ladu, 33 anni, originario di Silanus, è l’operaio che lavorava per la stessa azienda edile di Nulvi (quella di Michele Piredda, appunto) con la quale collaborava «Mimmiu» Manca. L’uomo, alla fine di marzo di tre anni fa, dopo essersi trasferito a Nulvi era stato ferito a fucilate da un killer che l’aveva atteso sotto casa. Ha riportato lesioni gravi, tanto che è costretto su una sedia a rotelle. Dal suo cellulare partì la telefonata a Marco Marini, un collega di lavoro che doveva essere sentito dagli investigatori del commissariato di Orgosolo: la prima volta la voce intercettata era quella di Michele Piredda (che raccomandò al teste di non dire niente del Kangoo e confermare solo che lo utilizzava Piredda); la seconda chiamata la fece direttamente Ladu per sincerarsi che Marini «avesse capito bene».

Michele Piredda, sotto l’incalzare delle domande del pm (e nonostante i richiami del presidente), ha detto di non essere in grado di spiegare perchè il Kangoo che

aveva lasciato la sera prima del sequestro a Macomer, in cantiere, la sera seguente era ricomparso sotto casa sua a Nulvi. Seconco l’accusa lo riportò «Mimmiu» Manca che si fece venire a prendere dal nipote Michele Porcheddu. Piredda ha negato anche di avere conosciuto il giovane. (g.b.)

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