Vai alla pagina su La stanza dei ragazzi
Eleonora Filia

Vivere con una dipendenza è disumano

Ecco cosa la lunga riflessione di  una studentessa del liceo scientifico Spano

Al contrario dell’opinione comune, le dipendenze che vengono da fumo, droga, alcol, videogame o giochi d’azzardo non sono affatto un fenomeno in diminuzione, anzi. La droga, in particolare, è un vero e proprio cancro da combattere, uno dei problemi più gravi della nostra società. Nonostante siano controllati di continuo i traffici, il suo utilizzo cresce notevolmente in tutto il mondo.

La  domanda che essenzialmente bisogna porsi è : quale è il motivo che spinge una persona a mettere a repentaglio la propria vita e indirettamente quella degli altri? Soprattutto tra i più giovani è diventato abituale fumare uno spinello in qualsiasi luogo,  anche fra i più inconsueti (scuola, parchi …), luoghi che in passato erano insospettabili. Dopo la conferenza nella sede della Nuova Sardegna mi si sono aperti nuovi orizzonti di pensiero. Confrontando le nostre idee con quelle di persone più mature, adulte e con più esperienza è stato reso evidente come questa piaga della società possa colpire proprio tutti.

 Non sempre chi comincia a far uso di sostanze stupefacenti è un inconcludente o un insoddisfatto. Una dimostrazione di ciò è stata un ragazzo ex tossicodipendente, uno dei protagonisti della conferenza, che  raccontando la sua esperienza,  ha colpito molto tutti. Lui era un ragazzo normalissimo, di buona famiglia, con bei voti a scuola, non aveva nulla di cui lamentarsi. E’ entrato nel mondo della droga per pura curiosità, per rendersi carino agli occhi degli altri. Questa, banalissima, è una delle tante cause del fenomeno. C’è poi chi lo fa per disagio sociale, scolastico o familiare; chi per disperazione,  magari economica, per quanto riguardo i giochi d’ azzardo; oppure chi lo fa così, tanto per provare una cosa nuova , magari esortato da altre persone , che  sostengono faccia sentire più liberi, spensierati e tranquilli. Questo vale per un primo momento in cui si è euforici, pieni di energia. Successivamente  (non per tutti purtroppo)  arriva però la depressione, la consapevolezza di non riuscire più a vivere ed  essere normalmente felici senza quella particolare sostanza. Si è persa  l’iniziale illusone di risolvere i problemi della vita senza affrontarli.

 Questa è la cosa brutta, la dipendenza. Scatta  in testa il pensiero “non valgo niente senza la sostanza” ed il gioco è fatto. La principale caratteristica di queste sostanze,  infatti,  è che non se ne ha mai abbastanza, si tende sempre a raggiungere il massimo stadio di benessere. Proprio per questo non sono d’accordo con la distinzione tra droghe “leggere” e “ pesanti”.  Credo che entrambe portino agli stessi risultati, agli stessi effetti devastanti sull’organismo e  la psiche. Si potrebbe fare una piccola distinzione per quanto riguarda l’ordine e le modalità con cui queste sostanze vengono assunte. Di solito si parte si parte dal fumare hashish o marijuana,  fino ad arrivare a sniffare cocaina o a droghe endovenose.

 

Inoltre, ho appreso dalla conferenza della Nuova Sardegna che il principio attivo della marijuana e dell’hashish è ora molto più potente rispetto al passato, quindi fumare uno spinello non è affatto una cosa da prendere alla leggera. E’ anche estremamente sbagliato credere di potersi fermare quando si vuole, non è così, proprio perché (come già detto) si cerca sempre di raggiungere il massimo piacere. Analogo discorso si può fare per i giocatori d’azzardo o di videogame e per gli alcolisti. Una volta cominciato è estremamente difficile smettere: c’è bisogno del supporto  di un medico o di uno psicologo. La cosa essenziale per poter uscire da questo tunnel nero è la volontà, il voler realmente liberarsi da queste sostanze e dal pallino fisso di voler giocare alle macchinette. Bisogna credere di poter essere felici o di poter star bene anche senza supporti. Ciò che davvero importa ad un drogato è avere droga, sapere da dove viene e se è buona. Purtroppo, oltre a danneggiare se stesso, il drogato danneggia  anche chi gli sta intorno (famigliari, amici). Sotto l’effetto di queste sostanze non si vedono le cose come realmente sono e non si percepisce la realtà così come è. 

Il  gioco d’azzardo, per esempio, è capace di portare sul lastrico intere famiglie, anche le meno immaginabili, proprio perché si arriva a non poter più fare a meno di giocare. La differenza tra la droga e l’alcol  o i  videogame o i giochi d’azzardo è il fatto  che mentre la prima non è legale, le altre sono legali e socialmente accettate;  tanto che l’alcol viene liberamente venduto nei supermercati, oppure esistono locali di slot machine o videogiochi. Se, ipoteticamente, venisse legalizzata la droga, magari, chissà,  il suo utilizzo diminuirebbe, almeno da parte dei giovani, perché verrebbe meno l’euforia di fare qualcosa di illegale e proibito. C’è inoltre chi sostiene che si debba utilizzare la droga in campo medicinale, che si debba legalizzarla anche in Italia come in America. Ben venga, sono d’accordo. Dall’uso della droga come analgesico, se ne possono conoscere i drastici effetti sulla salute dell’uomo, la capacità di non far sentire il dolore.

 Sono del parere che nella vita si devono fare  esperienze, però col senso della misura. Non ha davvero nessun senso sprecare una vita per  provare attimi (perché sono attimi in confronto agli anni di disperazione) di finto piacere; ci si dovrebbe impegnare maggiormente nel cercare di farsi forza da sé, riuscendo a  superare gli ostacoli da soli. Vivere sotto effetto di queste sostanze è qualcosa di disumano, non solo perché vivi esclusivamente d’istinto ignorando la ragione (che dovrebbe essere la caratteristica che distingue un uomo da un animale) ma soprattutto perché avendo le facoltà alterate non si è più in grado di partecipare attivamente alla vita sociale. Si può immaginare cosa potrebbero fare un chirurgo o un architetto o anche un muratore sotto l’effetto di stupefacenti? Direi che la vita ha un senso se esiste un giusto e consapevole connubio tra piacere, fatica e  dolore.

 L’eccesso non porta mai a nulla di buono. Con questi stupefacenti ritorni allo stato di coscienza primordiale. Ne vale davvero la pena?  Per quanto riguarda le possibili soluzioni, magari dovrebbe esserci più attenzione da parte delle famiglie o magari si potrebbero potenziare le forze dell’ordine. Si potrebbe,  anche se molto crudele, fare visita ai reparti ospedalieri e guardare in faccia a chi sta morendo a causa di queste sostanze con atroci sofferenze. Si potrebbero potenziare i centri di ascolto per queste persone per aiutarle a uscire  dalla tossicodipendenza . Credo sia veramente difficile trovare una soluzione,

soprattutto perché dietro la droga, in particolare, ci sono grosse associazioni criminali che si inseriscono nel territorio come piovre (difficili da staccare) arricchendosi alle spalle delle debolezze umane.

Eleonora Filia. Classe V D del liceo scientifico “G. Spano”.

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