mobilità sostenibile

La giunta in “carrozzina” per imparare a correre

Sindaco e assessori girano il centro accompagnati dalle urbaniste di Tamalacà. Sanna: «Ci siamo scontrati con ostacoli che tutti insieme dobbiamo rimuovere»

SASSARI. C’è il sindaco Sanna che, spinto dal suo vice Carbini, guida la carovana dalla prima all’ultima tappa. Annotano, fotografano, telefonano e stringono mani. C’è l’affiatatissima coppia Taras-Fantato, che li tallona discutendo di buoni esempi in giro per il mondo, piccoli e grandi progetti che si possono fare, subito. E di enormi aspirazioni.

Sassari, la giunta in "carrozzina" per le vie della città Sassari, la giunta in "carrozzina" per le vie della città

C’è Alessio Marras con moglie e dirigenti al seguito, che parla con i commercianti, di sgravi, responsabilità soluzioni. Ci sono Polano, Manca, Spanedda, Cherchi, che arrivano appena possono, seguono, spingono, si siedono. Spiegano alla gente, incuriosita, divertita. Che dona fulminanti battute (al sindaco che passa un anziano signore dice “questa è mandronia”, un altro replica rivolto a Carbini che spinge “no è mobbing”), segnalazioni e critiche, ma soprattutto strette di mano. E, per una volta, un po’ di sana ammirazione. C’è Francesca Arcadu, che sorride a veder smorfie di fatica e mal di schiena. E, col piglio di chi ha sempre reso più accessibile, fin dalla scuola, ogni posto dove è passata, ricorda, denuncia, racconta. Ci sono le agit-prop di Tamalacà, con la loro banda di mobilitanti, pizzinni pizzoni, extrapedestri al seguito. Che, oltre alla mobilità altra, contagiano tutti con l’idea che per capire le cose bisogna cambiare punto di vista. E soprattutto c’è un’aria magica, complice l’inatteso sole che festeggia timido il primo giorno di primavera.

Un sole che per tutta la mattina accompagna la #scarrozzataurbana, l’ennesima iniziativa della inesauribile banda di urbaniste, che vanno a braccetto con il Comune, che sembra averne colto la enorme carica e l’indubbia professionalità. Tanto che alla fine letteralmente tutta la giunta salta a bordo di una carrozzina per fare una irresistibile caccia al tesoro nel cuore del centro, e scontrarsi con gli enormi problemi con cui una persona con disabilità motorie, o una mamma con un passeggino, si deve quotidianamente confrontare.

«Collaboriamo in tanti progetti – conferma l’assessore Taras – compreso quest’ultimo, articolato e affascinante, degli extrapedestri. La mobilità sostenibile è parte del percorso, importantissima. E la nostra attenzione è massima. Oggi raccoglieremo tutte le segnalazioni, metteremo in campo tutti gli interventi. Ma soprattutto faremo un altro passo nella nostra formazione personale. Che deve essere di tutti. Perché è dalla gente che si parte. E io posso mettere gli scivoli, ma se tu ci posteggi l’auto sopra le cose non funzionano lo stesso».

Parole saggie, come quelle che, lungo il cammino, assessori e sindaco snocciolano: disability manager e peba (il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche) già approvati e solo da attuare. App dedicate alle buche nelle strade, piccoli e grandi interventi di manutenzione del manto stradale. Apertura di canali di ingresso in assurdi vicoli ciechi come piazza Azuni, o i portici di piazza Castello. Da cui a un certo punto chi gira in carrozzina non può letteralmente più scendere, se non con enormi e faticosissimi giri. Ma anche rimozione di assurdi bidoncini dei rifiuti, messi lungo le uniche vie in cui chi vive su ruote e rotelle può passare. O di pali e fioriere che bloccano scivoli e strisce. Accessi da “restituire” a scuole, biblioteca, ufficio informazioni. E poi i negozi, quasi tutti tabù, per i quali si detasseranno le pedane, che i negozianti si devono però decidere una volta per tutte a mettere.

Appunti di viaggio di un piccolo circuito esemplificativo nel cuore del centro, zona in teoria migliore di altre. «Esempio da cui ripartire per una sensibilità che deve riguardare tutto e tutti – spiega il sindaco –. È stata un’esperienza importante, per molti punti di vista eccezionale. Molte piccole-grandi cose cercheremo di risolverle subito. Altre sono più complesse, coinvolgono soprintendenza, ditte. O, come quando la gente sposta i cassonetti per posteggiare, educazione. Necessitano di coordinamento, del quale ci doteremo. Determinazione, che non ci manca. Visione, che da oggi abbiamo di più». Perché quasi sempre, per mirare alto davvero, bisogna partire abbassandosi un po’.

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