Emergenza idrica finita nel consorzio di bonifica

Grande ottimismo sulla possibilità di riaprire le condotte prima del 30 aprile I lavori di manutenzione procedono spediti e l’acqua è di nuovo abbondante

OZIERI. C’è ottimismo da parte del Consorzio di bonifica del nord Sardegna sulla possibilità di riaprire le condotte dell’irrigazione prima della data fissata del 30 aprile. La chiusura, come si ricorderà, era stata decretata per le esigenze legate alla crisi idrica sarda, ma aveva provocato disagi in alcune zone perché l’acqua proveniente dagli acquedotti, grezza come quella delle condotte, è però molto più sporca.

Un problema non nuovo, al quale il Consorzio da anni fa fronte appunto tenendo aperte le condotte anche nel periodo non irriguo (anche perché gli acquedotti coprono solo il 60% della superficie agricola). Dopo la chiusura, comunque, l’allarme per la scarsità dell’acqua è rientrato e nel frattempo i lavori di riparazione che si erano resi necessari stanno procedendo spediti. Lo dichiara con soddisfazione il presidente del consorzio Diego Pinna, che in una nota risponde ai tanti interrogativi posti da alcuni consorziati. «Allo stato attuale - dice il presidente - il livello di capienza dell’invaso di Pattada ha superato i trenta milioni di metri cubi che garantiscono il fabbisogno per l’intera stagione irrigua. Nel frattempo due ditte specializzate si stanno adoperando affinché vengano attuati i lavori di manutenzione alle condotte adduttrici e distributrici principali della rete irrigua consortile al fine di eliminare alcune importanti perdite, che determinano uno spreco ingente. Fatto rientrare lo stato di emergenza, solo al termine dei lavori di manutenzione (necessari dopo oltre un decennio di erogazione continuativa dell’acqua) sarà valutata la concreta possibilità di riavviare l’erogazione in anticipo rispetto alla data prevista del 30 aprile».

Termineranno quindi forse prima del previsto i citati disagi segnalati da alcuni agricoltori, sui quali il presidente Pinna ci tiene comunque a fare alcune precisazioni. «Il servizio erogato dall’acquedotto rurale, così come quello della diga di Pattada - dice il presidente – è di acqua grezza, che quindi non è utilizzabile per l’abbeveraggio degli animali. Lo dice chiaramente anche il regolamento del consorzio, che all’articolo 1 recita testualmente “l’acqua fornita non è potabilizzata e pertanto può essere concessa solo ed esclusivamente per usi igienico-sanitari”». L’utilizzo di quest’acqua è quindi severamente vietato per gli usi alimentari, pertanto alle richieste dei consorziati che, come a Fraigas, si sono lamentati dei disagi, il Consorzio non può dare risposte.

«Tutto il personale tecnico

del consorzio - dice Pinna - si sta adoperando perché il periodo di emergenza termini nel più breve tempo possibile, pertanto chiediamo ai consorziati di Fraigas la stessa comprensione che ci è stata concessa dagli utenti che si sono adoperati singolarmente per risolvere la problematica».

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