Ici e Tarsu tra dubbi e malumori

Il consigliere Bruno Farina stila un elenco di questioni da chiarire nel corso dell’assemblea civica

OZIERI. A pochi giorni dalla scadenza dei termini per i pagamenti e i ricorsi relativi agli atti di accertamento Ici 2009 e Tarsu 2009-2012 recapitati a tanti ozieresi, e ampiamente contestati, «rimangono molti dubbi e malumori in merito al contenuto e alle modalità di applicazione degli stessi, che a oggi l’amministrazione non ha contribuito a chiarire». A dirlo è il consigliere comunale di maggioranza Bruno Farina, il primo a sollevare il problema in seno al consiglio comunale e a chiedere che la ditta appaltatrice del servizio di riscossione, la Infotirrena, facesse chiarezza sui contenuti delle cartelle. Le lamentele degli utenti, come si ricorderà, riguardavano soprattutto le modalità dei conteggi - mutate rispetto al passato ma non comunicate - la conseguente applicazione di sanzioni, il rifiuto della rateizzazione, la notifica in alcuni casi (quelli relativi agli arretrati 2009) avvenuta dopo la scadenza dei tempi di prescrizione, il recapito delle cartelle da parte di una ditta di poste private e non tramite Poste Italiane. Tanti i dubbi e le incertezze, che si sarebbero forse potuti chiarire qualora la ditta appaltatrice della riscossione avesse aperto, come prevedeva il contratto, uno sportello del contribuente: cosa che non è stata fatta, nemmeno dopo le polemiche e la conseguente promessa di una pronta attivazione dei detto servizio.

Tutti problemi e disagi dei quali il consigliere Farina ha stilato un lungo elenco che domani illustrerà in apertura della seduta del consiglio comunale: problemi che stridono con le norme nazionali e, per cominciare, con lo stesso statuto comunale con quello del contribuente, che sancisce i principi di «collaborazione e buonafede nei rapporti tra contribuenti e amministrazione finanziaria» nell’articolo 10 dove espressamente si dice che «non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria, ancorché successivamente modificate dall’amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione stessa».

È proprio qui che sta il punto, dice Farina, secondo il quale ciò che è mancato è la chiarezza: «Il Comune non ha informato

gli utenti sui cambiamenti intervenuti nelle modalità di conteggio e sul fatto che fossero in corso gli accertamenti, sebbene la decisione fosse stata presa da più di un anno. Tale fattore ha incrinato la fiducia tra cittadini e amministrazione, condizione base per ogni un buon governo».

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