Buddi Buddi, lieto fine fissato a luglio

Concessa una proroga di tre mesi alla ditta Socome: i lavori da ultimare consistono in prevalenza nella bitumazione

SASSARI. La tormentata storia del troncone “provinciale” della Buddi Buddi in versione quattro corsie potrebbe chiudersi con l’atteso lieto fine ai primi di luglio. L’opera, che si estende dal terzo chilometro della Sp 60 porta fino all’incrocio con la Sp 25 (il tratto che dalla chiesetta di Zuari va verso Platamona), doveva essere terminata entro il 3 aprile ma la ditta che esegue i lavori ha chiesto e ottenuto l’ennesima proroga di 90 giorni. Fino ad ora, per tenere in vita il sogno della strada verso Platamona in salsa 4.0, ci sono voluti dieci anni, due gare d’appalto e tre ditte madri. Nel mezzo fallimenti, cause giudiziarie, una sfilza di proroghe e una cospicua lievitazione dei costi.

La storia. Era il 2004 quando la ditta napoletana So.Co.Me. si aggiudicò l’appalto per 2,4 milioni di euro. Poi però arrivò la rinuncia ad effettuare i lavori a causa di un’offerta troppo bassa per starci dentro con i costi. Nel 2007 subentrò la Eurocostruzioni, che un anno più tardi portò in tribunale la Provincia chiedendo la rescissione in danno. Nel frattempo arrivò il secondo appalto, vinto dalla Co.Sa.Co. di Cagliari (3,3 milioni). La consegna dei lavori avvenne nel marzo 2012 e la realizzazione dell’opera era prevista entro i 300 giorni consecutivi, cioè entro il primo gennaio 2013. Ma a fine 2012 si ripresentò lo stesso problema che aveva fatto impazzire la ditta napoletana So.Co.me nel 2005: la difficoltà (e i relativi costi elevati) nel traslare le linee elettriche e telefoniche che correvano a bordo strada. Si è resa quindi necessaria una prima sospensione dei lavori. Tempo un paio di settimane e arrivò una variante: 90 giorni di tempo e 810mila euro in più. L’effetto della proroga ha rimandato l’inaugurazione dell’opera al primo aprile 2013 e poi il via libera ad altri 120 giorni hanno ulteriormente rimandato la festa a fine luglio 2013. Tra una cosa e l’altra, l’effetto della ripresa dei lavori avvenuta a fine settembre 2013, e la precedente sospensione lavori, hanno posticipato la conclusione del cantiere a inizio maggio 2014. E via il nuovo tripudio di proroghe. E ancora, una nuova perizia supplettiva ad agosto 2014 – approvata con delibera di giunta provinciale – e ulteriori 60 giorni di tempo che hanno portato il termine ultimo a novembre dello scorso anno. Dulcis in fundo, nelle ruote ci si sono infilati anche i bastoni del patto di stabilità, che nell’ottobre 2014 hanno obbligato all’ennesima sospensione dei lavori. Per arrivare a oggi, con la ripresa dei lavori avviata a febbraio di quest’anno.

Oggi. L’ultima scadenza – in ordine di tempo – per la consegna dell’opera era fissata a pochi giorni fa (3 aprile 2015). Inutile dire che nel frattempo è intervenuta l’ennesima proroga che però sembra essere decisamente l’ultima spiaggia, richiesta dalla Co.Sa.Co. «a causa della forte piovosità e dell’impraticabilità delle aree oggetto degli interventi, non è stato possibile procedere all’esecuzione di molte lavorazioni».

L’ultimatum. Il direttore dei lavori, il dirigente del settore Viabilità della Provincia di Sassari, Giuseppe Mela, ha espresso parere favorevole alla proroga di 90 giorni precisando che «viene concessa solo ed esclusivamente in funzione del fatto che i lavori da eseguire sono per il 90% lavorazioni di bitumatura, di posa in opere di barriere laterali e di ultimazione delle piste ciclabili». Insomma, ultimati questi lavori la strada potrà essere aperta al traffico «anche se con alcune limitazioni». La brutta notizia è che dalla proroga sono

esclusi i lavori – di per sé già fermi - che ricadono nel blocco imposto dal Patto di stabilità della Provincia; la buona è che il vincolo è su opere «complementari alla conclusione delle opere principali», e cioè che non precludono l’apertura della strada. Non resta che incrociare le dita.

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