Porto Torres

Sapevano del grave inquinamento e lo nascosero

Il procuratore capo Roberto Saieva ha illustrato le accuse mosse ai dirigenti di E.on e all'amministratore della società incaricata degli esami ambientali. "Di comune accordo e con un unico fine" i cinque manager avrebbero omesso di segnalare i continui sversamenti di olio combustibile di cui erano a conoscenza da almeno due anni

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I militari della Guardia di finanza hanno notificato l'ordine di custodia cautelare a Marco Bertolino manager della centrale elettrica e al suo vice Livio Russo. Per altri due alti dirigenti di E.on è scattata l'interdizione di due mesi dalle rispettive cariche, così come per l'amministratore della società che fece le analisi ambientali. Secondo l'accusa tutti, a vario titolo, sapevano del pesante inquinamento provocato nel suolo, nel sottosuolo e in mare

SASSARI.
Per anni avrebbero omesso di segnalare alla magistratura che i gruppi 1 e 2 della centrale termoelettrica di Fiume Santo, a Sassari, stavano contaminando il suolo, il sottosuolo e lo specchio d'acqua davanti al golfo dell'Asinara, provocando un gravissimo danno ambientale in aree di interesse pubblico. Un serbatoio da cinquantamila litri si sarebbe staccato dal fondo, provocando perdite continue che sarebbero state nascoste per non arrecare un danno all'azienda.

Per questo motivo sono stati arrestati Mario Bertolino, direttore centrale E.on di Fiumesanto, e Livio Russo, vice direttore. Il primo è stato fermato stamattina dalle Fiamme Gialle a bordo di un aereo di linea, poco prima che da Alghero partisse per Roma. Salvatore Signoriello, amministratore delegato E.on produzione, Paolo Venerucci, direttore generale risorse umane e sviluppo territoriale Eon Italia e Alessandro Muscas amministratore Lithos srl, invece, sono stati raggiunti da un'interdizione per due mesi dalla rispettive cariche.

Dagli accertamenti è emerso che i manager avrebbero consentito la persistente contaminazione dei terreni e delle falde acquifere di Fiumesanto, provocando un danno ambientale - da quantificare - in aree di interesse pubblico.

Veleni a Fiumesanto: arrestati il direttore e il vice della centrale elettrica E.on

I dettagli della lunga attività d'indagine, portata avanti dal Nucleo di polizia tributaria di Sassari, sono stati illustrati dal procuratore capo Roberto Saieva, dal sostituito procuratore Carlo Scalas (titolare dell'indagine) e dal comandante provinciale delle Fiamme gialle, colonnello Francesco Tudisco.

Le indagini, condotte con intercettazioni ambientali e telefoniche e con il sequestro di materiale informatico, hanno permesso di accertare che gli indagati, ben sapendo che lo stato di dissesto ambientale persisteva da anni, hanno omesso di denunciare immediatamente la situazione per garantire un risparmio di spesa alla società e, soltanto di recente, al momento della vendita della centrale da parte di E.On a una azienda della Repubblica Ceca, hanno simulato di avere appena avuto notizia dell'inquinamento, disponendo i carotaggi ed inoltrando le prescritte comunicazioni agli organi istituzionali di vigilanza.

Troppo tardi, però, perché l'inchiesta della Procura di Sassari era già in corso.

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