Porto Torres

Spara per uccidere, la pistola si inceppa

Tragedia evitata al culmine di una lite tra due vicini di casa per una vecchia storia di frequentazioni di donne

SASSARI. Salvo per miracolo, solo perché quella pistola puntata alla testa si è inceppata. E l’uomo che ha cercato di ucciderlo era talmente determinato che ha tentato più volte di rimettere in funzione l’arma, non c’è riuscito perché nel frattempo è stato immobilizzato e disarmato. Giovanni De Feo, 43 anni, originario di Torino, ex guardia giurata, incensurato, è stato arrestato ieri a tarda sera dai carabinieri per tentato omicidio. Il suo «rivale», Mauro Migheli, 33 di Porto Torres, è vivo per miracolo e a parte lo spavento non ha riportato ferite. Il grave episodio ieri sera a Porto Torres, poco dopo le 19.30, in via Cellini, all’angolo con via Alberti, tra il quartiere Satellite e l’area che ospita il liceo Scientifico. I due, vicini di casa, si sono incontrati per strada e hanno cominciato a litigare. Vecchi problemi, una storia cominciata circa un anno fa (pare per questioni di frequentazioni femminili) e mai chiarita definitivamente.

Ieri - secondo quanto raccontato da alcuni testimoni - ci sarebbe stato un primo scontro già nel pomeriggio. La situazione, però, è degenerata quando si sono ritrovati nella piazzetta: Giovanni De Feo ha tirato fuori dal borsello una pistola (regolarmente denunciata), l’ha puntata alla testa di Mauro Migheli e ha premuto il grilletto. In quella frazione di secondo, il giovane operaio è passato dalla vita alla morte e ritorno. Ha sentito il clic nelle orecchie, fin dentro la testa. Ma ha realizzato subito che il colpo non era partito. In suo aiuto è arrivato il cognato che ha seguito la terribile scena dalla finestra dell’abitazione: insieme sono riusciti a immobilizzare a fatica Giovanni De Feo, che è stato buttato a terra e disarmato. Proprio mentre cercava di rimettere in funzione l’arma.

La pistola - secondo i primi accertamenti dei carabinieri - si è inceppata perché c’erano due cartucce bloccate nella camera di scoppio. Pochi attimi dopo sul posto sono arrivati i carabinieri guidati dal tenente Fabrizio Macrì: l’ex guardia giurata è stata accompagnata in caserma (che dista poche centinaia di metri dal luogo del litigio) e dopo le formalità, d’intesa con il magistrato di turno (il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu) hanno proceduto all’arresto di Giovanni De Feo per tentato omicidio e porto abusivo di pistola. L’uomo, in tarda serata, è stato trasferito

nel carcere di Bancali.

Gli investigatori hanno ricostruito la vicenda nei dettagli, e il pronto intervento (grazie anche alla collaborazione del cognato delle vittima predestinata, un ex militare) ha consentito sicuramente di salvare una vita umana. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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