Troppi aiuti pubblici, la Guardia di finanza a caccia di “furbetti”

Le Fiamme gialle interverranno in sette Comuni del Meilogu Controlli su redditi e patrimoni di chiunque acceda ai sussidi

BONORVA. L’unione dei comuni del Meilogu, presieduta dal sindaco di Cheremule Salvatore Masia, ieri mattina ha aperto un nuovo importante capitolo nell’attività di collaborazione con il comando provinciale della Guardia di Finanza di Sassari. Alle 10, nella sala consiliare dell’Unione, in via Berlinguer, il comandante provinciale, colonnello Francesco Tudisco, il comandate della compagnia, capitano Giovanni Lupi, il presidente dell’Unione e i sindaci dei sette comuni che finora hanno aderito all’iniziativa hanno firmato un protocollo d’intesa che prevede il coordinamento dei controlli sui redditi e il patrimonio delle famiglie che beneficiano di sussidi pubblici. Per Banari era presente Gianpiero Cordedda, per Bonnanaro, Francesco Maria Spanu, per Borutta Silvano Quirico Salvatore Arru, per Cheremule Salvatore Masia, per Siligo Giuseppina Ledda, per Thiesi Gianfranco Soletta, era assente (giustificato), il sindaco di Bessude, Antonio Giuseppe Sechi, che ha comunque dato la propria adesione.

Ha aperto i lavori il presidente Salvatore Masia, che ha ricordato brevemente i punti essenziali di un’iniziativa che va inquadrata all’interno di una precisa ed improcrastinabile necessità delle amministrazioni locali di dover far fronte, con la giusta misura ed equità, ai bisogni primari di alcune categorie di cittadini. Le amministrazioni, oberate da numerose e pressanti richieste di elargizione a vario titolo di contributi pubblici, talvolta non riescono, o non possono, operare con la dovuta obiettività ed equanimità per decidere chi, per le condizioni economiche e sociali, ha diritto alle contribuzioni previste per legge. Contribuzioni che vanno a gravare, non sempre con giusti e legittimi riscontri, sulle disponibilità previste per i servizi socio sanitari, all'interno di un bilancio sempre più povero e tagliuzzato.

I sindaci aderenti al protocollo, con l’approvazione delle rispettive giunte comunali, hanno ritenuto opportuno perciò chiedere la collaborazione della Guardia di Finanza, che ha accettato volentieri di mettersi a disposizione per la realizzazione di quanto previsto nel protocollo d’intesa. Un’azione a tutela degli enti locali che, come ha osservato il colonnello Tudisco, pur nel pieno rispetto della privacy, dovrà essere realizzata in collaborazione con i comuni per «assicurare la percezione dei benefici solamente in capo a quanti ne hanno effettivo diritto».

Alcuni servizi di controllo, da eseguire su segnalazione e in sinergia con l’Amministrazione comunale, riguarderanno le pratiche di edilizia residenziale pubblica, l’accesso all’area convenzionata e alla locazione agevolata, le procedure per la definizione della contribuzione dell’utenza ai servizi domiciliari per l’infanzia e scolastici, la concessione degli assegni di maternità e al nucleo familiare numeroso. Particolare attenzione

sarà posta al controllo delle diverse forme di sostegno economico, come il contributo per gli affitti, il diritto allo studio, i rimborsi delle utenze, gli assegni di cura, gli ausili per disabili, i contributi per l’integrazione della rete servizi per gli anziani e l’assistenza economica.

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