Bonorva in rivolta: no all’accorpamento delle nostre scuole

Il provvedimento riguarda l’istituto Commerciale e l’Agrario In procinto di chiudere anche l’asilo privato delle suore

BONORVA. L’assessore alla Pubblica istruzione Antonella Mura al termine dell’ultimo consiglio comunale ha segnalato con chiara delusione, la decisione - ritenuta inopportuna e dannosa per la sopravvivenza delle istituzioni scolastiche - dell’accorpamento dell’istituto Commerciale di Thiesi e di quello professionale dell’Agricoltura di Bonorva, che ha la sede nell’azienda modello di “Coronas”, in agro, all’istituto Fermi di Ozieri. Tale provvedimento aveva già riguardato lo Scientifico di Pozzomaggiore e il liceo di Thiesi, accorpati a loro volta sempre al “Segni”, di Ozieri. La decisione, oltre a gravare in modo sensibile il carico di lavoro e di responsabilità degli istituti deputati al nuovo incarico di dirigenza, ha causato la perdita dell’autonomia da parte di quelli accorpati, con i problemi che ne conseguono, in particolare per i rapporti con la dirigenza da parte degli alunni, dei genitori, dei docenti e del personale della scuola.

Nonostante i proclami e le garanzie ottenute in sede di concertazione preliminare con i sindaci e i responsabili delle dei diversi istituti, dalle varie commissioni politiche e dagli assessori regionali e provinciali cui compete il compito di stabilire con chiarezza quali sono le necessità di carattere strutturale e programmatico per l’esistenza ed il funzionamento dell’istituzione scolastica, continua, in modo che pare irreversibile e va quasi di pari passo con il preoccupante e costante calo demografico, il crollo verticale della proposta di crescita culturale dei piccoli cittadini che abitano lontano dai centri di controllo e guida e della situazione scolastica a livello dirigenziale.

A nulla sono evidentemente valse le assicurazioni e proposte, avallate e approvate da tutti in incontri che alla fine sono stati inutili, improduttivi e hanno probabilmente avuto il compito solo di gettare fumo negli occhi, tacitare provvisoriamente le giuste richieste dei sindaci ed evitare la prevedibile protesta, ed è servito per smascherare, almeno momentanea-mente, decisioni già prese e consolidate a livello regionale e provinciale.

L’esperienza della dirigenza dell’istituto comprensivo che, negli anni scorsi, è stata trasferita a Pozzomaggiore è stata già vissuta dal paese in modo sicuramente poco positivo e a poco vale spendere circa un milione di euro, con lavori in fase di chiusura o completamento, per mettere in sicurezza e rendere moderne e funzionali le strutture di accoglienza dei vari Istituti.

Altra notizia negativa e poco piacevole segnalata dall’assessore ha riguardato la scuola privata per l’infanzia, gestita dalle suore di San Vincenzo nell’Istituto di corso Vittorio Emanuele III, che, pare per motivi interni e gestionali, hanno deciso, dopo tantissimi anni di lodevole ed apprezzato impegno di interrompere il servizio a favore della comunità.

Si è così aperto un nuovo problema del quale si stanno interessando gli organi

competenti per consentire l’iscrizione dei piccoli allievi, tardiva ma giustificata, alla scuola materna Statale. Anche in questo caso il problema, con le difficoltà che ne conseguono, si sposta verso la dirigenza dell’istituto, che ha la sede a Pozzomaggiore.

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