Cossoine, mille mattonelle coloreranno l’anfiteatro

Oggi l’inaugurazione dell’opera progettata da Giuseppe Lendini e Michele Abis Nei murales ripresa la tematica dei costumi tradizionali e dell’artigianato locale

COSSOINE. L’anfiteatro comunale si veste di nuovo, con murales e bassorilievi che ne restituiscono l’ormai acquisito ruolo centrale nella festa dei cossoinesi. L’opera, realizzata su progetto di Giuseppe Lendini e Michele Abis, verrà inaugurata oggi, nella tarda mattinata, a conclusione della gara ciclistica “Memorial Tore Murru”. L’intervento ha riguardato sia la facciata d’ingresso dell’anfiteatro, sia quella di fronte alle gradinate, ridisegnate anch’esse con un rivestimento di 900 mattonelle colorate. «L’aspetto artistico - dicono gli autori - ha riguardato la traslazione astratta dell’idea del murales trompe l’oeil, già sperimentata nel centro storico. È stata ripresa la tematica del costume, del ballo e dell’artigianato locale attraverso la realizzazione di opere artistiche, sintesi della tecnica del bassorilievo da un lato e della pittura muralistica dall’altro». L’intervento sulla facciata in ingresso ai visitatori è mirato a celebrare il costume sardo maschile di Cossoine. «In particolare – si legge ancora - è stato ripreso il concetto della tridimensionalità elaborato nel periodo cubista, attraverso l’impersonificazione di un gigante, seduto a riflettere su un prato. La tridimensionalità consente al visitatore di vedere più spazi e più dimensioni rispetto alle possibilità offerte dalla tradizionale tecnica fotografica applicata alle rappresentazioni artistiche».

Il secondo intervento è stato immaginato come si trattasse di una scena del mondo reale che si presenta allo spettatore seduto fronte palco. Viene rappresentato il ballo tradizionale sardo, proprio nel momento in cui il cerchio si apre per il ringraziamento al pubblico e le coppie guadagnano a turno la centralità della scena, posta in risalto da un bassorilievo. Le due scene - il gigante e il ballo - abbracciano nei quattro lati entrambe le facciate del palco come fossero un’opera unica, per una superficie totale dipinta di oltre 110 metri quadrati, particolarità che, secondo gli autori, rende l’opera un unicum in Sardegna. Le gradinate sono state rivestite

con 900 mattonelle, ognuna diversa dall’altra, ciascuna rappresentante uno spettatore rivolto alla scena. In tutte emergono i tratti del volto secondo le tre linee orizzontali già viste sul gigante e sui ballerini, quasi a dar vita continua all’anfiteatro, come fosse sempre colmo di spettatori.

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