bonnanaro

L’uva e le ciliegie simboli del paese

Nuovo gonfalone. Ricollocata la targa in onore del letterato Carboni

BONNANARO. Anche il Comune di Bonnanaro ha il suo gonfalone con lo stemma araldico. E' stato presentato alla cittadinanza sabato 25 aprile nella sala consiliare del comune. Dopo la benedizione del parroco don Matteo Bonu, il sindaco Francesco Spanu ha illustrato l'iter burocratico percorso per ottenere la concessione dello stemma e del gonfalone. I simboli scelti e raffigurati nello stemma (un tralcio con un grappolo d'uva e due ciliegie) «vogliono essere espressione del legame con le antiche tradizioni, da sempre alla base dell'economia del paese, che vanta una produzione di prodotti ortofrutticoli di notevole qualità dei quali, fra tutti, spicca la coltivazione dell'uva e delle ciliegie, riconosciute fin dai tempi lontani».

Il primo cittadino si è poi soffermato sul significato del 25 aprile, sulla liberazione e sulla resistenza. Nel corso della stessa mattinata si è anche svolta la cerimonia della ricollocazione della targa commemorativa in onore di padre Francesco Carboni. La targa venne posizionata nel 1946 dall'allora amministrazione comunale sulla facciata della casa dove nacque l'illustre personaggio, in occasione del bicentenario della nascita. Poi fu rimossa e conservata nei locali del Comune per consentire i lavori di ristrutturazione della vecchia costruzione. Ora, l'attuale amministrazione l'ha ricollocata nel punto d'origine.

Padre Francesco Carboni nacque a Bonnanaro nel 1746. Entrò nell'ordine dei Gesuiti e subito si distinse per le sue non comuni doti e la sua incredibile facilità ed eleganza a padroneggiare il latino, e divenne uno dei più conosciuti poeti latini del Settecento. Nel 1778 fu nominato professore di Eloquenza Latina all'università di Cagliari. Nel 1795 si trasferì a Torino. In stretta relazione epistolare con i massimi letterati italiani, visitò altre

città della penisola, apprezzato da tutti gli studiosi e accolto in alcune prestigiose accademie. Tornato in Sardegna, preferì ritirarsi a Bessude, dove visse in semplicità dedicandosi agli studi e alla composizione delle sue opere, fino alla sua morte avvenuta nel 1817.

Sergio Cuccureddu

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller