Uccise la madre con un tronco, il pm chiede 14 anni

Nulvi, l’83enne Giovanna Serusi venne ammazzata in casa In abbreviato il processo contro il figlio 41enne reo confesso

NULVI. Quattordici anni di carcere e un periodo post penam da trascorrere in una casa di cura.

Si sta svolgendo davanti al giudice Antonello Spano il processo con rito abbreviato nei confronti di Gianni Cadau, il 41enne che ad agosto dell’anno scorso ha ucciso a Nulvi la propria madre Giovanna Serusi di 83 anni colpendola con un tronco di legno. Il suo avvocato Antonella Pulina aveva chiesto il rito abbreviato subordinato alla perizia psichiatrica. Nell’udienza del 20 marzo il legale aveva sostenuto che la relazione effettuata dal consulente del pubblico ministero Mario Leo fosse contradditoria (il consulente aveva concluso che la capacità di intendere e volere non poteva ritenersi esclusa ma risultava invece “grandemente scemata”). L’istanza di rito abbreviato condizionato era stata rigettata e da quel momento si è andati avanti con l’abbreviato secco. Il giudice Spano, però, alla luce delle eccezioni della difesa, aveva concesso il contraddittorio con il consulente del pm che è stato sentito nell’udienza del 17 aprile, in quell’occasione era stata fissata anche la data della discussione. Mercoledì il sostituto procuratore Leo ha chiesto una condanna a quattordici anni di reclusione mentre l’avvocato Pulina ha chiesto in primis l’assoluzione dell’imputato in quanto «soggetto totalmente incapace di intendere e volere al momento in cui ha commesso il fatto» e in via subordinata il minimo della pena. La sentenza sarà letta il prossimo 9 giugno.

Gianni Cadau, al rientro dalla Corsica dove lavorava in un ristorante, aveva ammazzato sua mamma colpendola più volte alla testa con un tronco che aveva preso tra il mucchio di legna accatastata nella cucina rustica al piano terra della casa a due piani. Un gesto compiuto senza un’apparente spiegazione. Il quarantenne da tempo soffre di problemi psichici e prendeva anche delle pastiglie per curarsi, a un certo punto, però, sembra avesse interrotto la terapia. Non aveva voluto vedere subito la madre appena arrivato in paese e infatti aveva passato la notte a casa di una sorella. Il giorno dopo era andato a trovarla e lei aveva notato qualcosa di strano negli occhi di quel figlio da tempo un po’ problematico. Forse per la prima volta aveva avuto paura di lui e infatti aveva chiamato l’altra figlia al telefono chiedendole di raggiungerla a casa. Ma lei non aveva fatto in tempo a salvarla, aveva trovato sua madre a terra, piena di sangue, in fin di vita. Nel frattempo Gianni, in stato confusionale, si costituiva nella caserma dei carabinieri di Nule.

L’omicidio aveva destato molto choc in paese dove la famiglia Cadau-Serusi è molto conosciuta, stimata, benvoluta. Nell’ultima udienza

erano presenti tutti i familiari che hanno affrontato la vicenda con grande dignità e soprattutto sono rimasti uniti. Hanno deciso di non costituirsi parte civile: un ulteriore gesto di amore verso il loro fratello e, forse ancor di più, verso la loro madre.

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