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«L’esercito marciava», i Sassarini arrivano a casa

In piazza Castello l’ultimo dei 31 tedofori della Brigata. Hanno attraversato l’isola tenendo il tricolore per i 100 anni della Grande Guerra

SASSARI. Alle 18 in punto il caporal maggiore capo scelto Antonio Casu, l’ultimo dei trentuno tedofori della Brigata “Sassari” che hanno attraversato la Sardegna, da Cagliari a Sassari, taglia il traguardo in piazza Castello stringendo in mano la staffetta con il tricolore italiano.

È l’ultima tappa sarda della manifestazione “L’Esercito marciava…”, la staffetta organizzata in tutto il Paese per ricordare i 100 anni dall’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale. Un progetto che in Sardegna ha assunto una connotazione speciale, perché coincide con le celebrazioni per il centesimo anniversario della costituzione della gloriosa Brigata “Sassari”, nata il 1° marzo 1915 con i suoi due reggimenti storici, il 151° a Sinnai e il 152° a Tempio Pausania.

I "sassarini" arrivano a casa

La staffetta sarda, affidata ai “Diavoli Rossi”, è partita domenica mattina da Cagliari, ha toccato venticinque Comuni dell’Isola correndo senza sosta, 24 ore su 24, per 245 chilometri, e si è conclusa appunto a Sassari, in piazza Castello, davanti alla caserma “La Marmora”, sede del Comando Brigata.

Qui l’arrivo del caporal maggiore capo scelto del 152° Reggimento Fanteria “Sassari”, Antonio Casu, è stato accolto da due ali di folla che sulle note suonate dalla Banda della Brigata “Sassari” cantava con orgoglio e commozione Dimonios, l’inno dei Diavoli Rossi. Per il tedoforo nemmeno il tempo di prendere fiato dopo otto chilometri di corsa: appena consegnata la staffetta al comandante della Brigata “Sassari”, generale Arturo Nitti, è scattato sull’attenti per cantare l’inno italiano.

Davanti a lui un parterre di autorità civili e militari, con il sindaco di Sassari, Nicola Sanna ,in testa, e attorno una piazza traboccante di scolaresche, famiglie, e tanti curiosi che insieme al trasporto con cui cantano l’inno di Mameli e Dimonios hanno un’unica preoccupazione: tenere in alto gli smartphone per registrare ogni secondo della manifestazione. Tra le scolaresche assiepate ai lati della piazza c’è anche la classe III B della scuola media secondaria di 1° grado “Pinna Parpaglia” di Pozzomaggiore.

Non è lì per caso, ma perché gli studenti della III B hanno vinto il concorso fotografico nazionale “La via della Grande Guerra”, promosso dall’Esercito, dal ministero dell’Istruzione per ricordare la Prima guerra mondiale. I ragazzi della scuola di Pozzomaggiore hanno vinto il premio per la Sardegna con una fotografia di via Emilio Lussu, a Mara, e sono stati premiati direttamente dalle mani del Generale Arturo Nitti. Terminata la cerimonia ufficiale, autorità e curiosi si sono riversati negli stand allestiti per l’occasione in piazza Castello per far conoscere da vicino cosa rappresenti oggi l’Esercito italiano, i suoi mezzi, le moderne tecnologie e soprattutto l’alto livello di professionalità raggiunto dalle Forze Armate. Inoltre proprio in occasione di una serata speciale, il Museo storico della Brigata “Sassari”, all’interno della Caserma La Marmora, è stato aperto al pubblico con l’esposizione dei nomi di tutti i 13.602 militari sardi caduti in nome della Patria nel corso della Prima guerra mondiale.

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