Ebola, la decontaminazione della casa dell'infermiere di Sassari contagiato

L'intervento di una squadra specializzata nel palazzo in cui abita la famiglia del volontario di Emergency. Sarà bonificato anche un appartamento in cui l'uomo si era autoconfinato al rientro dall'Africa

SASSARI. Sono cominciate stamattina venerdì 22 le operazioni di decontaminazione dell'appartamento di famiglia dell'infermiere sassarese di 37 anni affetto dal virus Ebola (ora ricoverato allo Spallanzani di Roma). L'uomo è stato contagiato in Sierra Leone, dove aveva operato come volontario per Emergency.

È la Verde Vita, società sassarese specializzata nel pronto intervento ambientale, a eseguire il lavoro. I mezzi e gli operai sono arrivati alle 8.45. Poi l'entrata in azione dei tecnici, coordinati dal servizio di Prevenzione dell'Asl di Sassari.

Sassari, decontaminata la casa del malato di Ebola Sassari. Una squadra specializzata è intervenuta la mattina di venerdì 22 nel palazzo in cui aveva alloggiato al rientro dalla Sierra Leone l'infermiere sassarese di 37 anni colpito da Ebola e poi ricoverato all'istituto Spallanzani di Roma. Polemiche sul ritardo dell'intervento della Asl, undici giorni dopo il ricovero del volontario di Emergency. (video di Mauro Chessa) L'ARTICOLO

Le polemiche. La tempistica dell'intervento è stata contestata giovedì 21 da Mauro Pili, deputato di Unidos, che ha accusato l'Asl 1 di aver aspettato dieci giorni di troppo. L'assessore regionale alla Sanità Luigi Arru ha però replicato ribadendo che tutti i protocolli sono stati osservati. Arru ha ribadito venerdì 22 che le operazioni di sanificazione dell’appartamento della famiglia dell’infermiere sardo sono altamente certificate e seguono precedure utilizzate in ospedali come lo Spallanzani di Roma dove il paziente è stato trasferito dopo il ricovero a Sassari: «Né la famiglia né tanto meno i condòmini corrono rischio alcuno di contagio. Per questo motivo, sarebbe auspicabile non dare informazioni errate e rispettare la privacy dei familiari del paziente e degli inquilini del palazzo, loro malgrado coinvolti in questa vicenda».

La decontaminazione dell'abitazione è stata eseguita dopo 11 giorni dal ricovero dell'infermiere. E questo ha mandato su tutte le furie gli altri inquilini del palazzo.

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Le proteste. «Sino a ventiquattro ore fa non sapevamo che il giovane fosse stato in questo palazzo, nessuno ci ha avvisato di niente, abbiamo appreso tutto dalla comunicazione relativa alle operazioni di oggi», dice una donna che per lavoro è entrata in contatto con moltissime persone. «Ma non sono in grado di dire se in quei giorni ho avuto contatti con il malato - aggiunge - o con gli spazi comuni in cui è sicuramente transitato, come l'ascensore o l'androne».

La donna non conosce l'infermiere e la sua famiglia, ma sa che «siamo 15 famiglie, e ci sono anziani, bambini, persone che seguono delicate terapie mediche e altre con difese immunitarie bassissime», accusa. Eppure «per 11 giorni nessuno ci ha detto niente - insiste - e non abbiamo idea di come dovremmo comportarci neanche  nel corso delle operazioni di decontaminazione».

I familiari dell'infermiere sarebbero stati trasferiti per il periodo di autoisolamento, «e noi invece siamo stati lasciati qui, senza alcuna informazione - conclude - e dopo tutto questo tempo apprendiamo che nel palazzo era necessaria un'operazione di bonifica, questo è assurdo».

Ebola, la partenza dell'infermiere dall'ospedale di Sassari Sassari. Le complesse operazioni per il trasporto dell'infermiere colpito dal virus Ebola dal reparto di malattie infettive dell'azienda ospedaliero universitaria di Sassari (video Ivan Nuvoli) L'ARTICOLO

L'altra casa. La bonifica nell’appartamento dell’infermiere sarà seguita da un secondo intervento mirato all’alloggio dove l’uomo, accortosi di avere i sintomi della malattia, si era autoconfinato per sicurezza al suo rientro dalla Sierra Leone. 

Lunedì 25 un’altra ditta si occuperà di mettere in sicurezza la stanza che l’uomo lasciò l’11 maggio per essere ricoverato in un’area isolata del reparto di Malattie infettive di Sassari.

Il malato è stabile. Sono «stabili» le condizioni dell'infermiere sassarese ricoverato all'Istituto Spallanzani di Roma dallo scorso 13 maggio. Le condizioni del paziente, rendono noto i medici, «sono stabili con parametri vitali nella norma». Il paziente si alimenta autonomamente e assume il trattamento antivirale e la terapia reidratante per via orale. La prognosi, si legge nel bollettino, «resta riservata»

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