«Votate o arriva il commissario»

Dieci i Comuni dove è stata presentata una lista: l’appello del sindaco di Laerru

OZIERI. Sono dieci i Comuni del Sassarese dove è stata presentata una sola lista per le elezioni comunali di domenica prossima. Si tratta di Bessude, Bottidda, Bultei, Burgos, Cossoine, Laerru, Nule, Perfugas, Siligo e Tergu. (Ricordiamo che ad Anela non è stata presentata nessuna lista). Questi elettori, quindi, non dovranno scegliere tra più candidati a sindaco, ma il 31 maggio decideranno sulle sorti del loro paese, visto che in questi comuni le sorti delle amministrative sono appese a un filo.

Il filo, sottile e a forte rischio di rottura del quorum che impone che in presenza di una sola lista il voto sia da considerare valido solo se si supera la soglia del 50 per cento. Così, per mettere in guardia tutti contro questo rischio, l’attuale sindaco di Laerru, Pietro Moro, ha deciso di rendere pubbliche alcune puntualizzazioni. E questo anche in risposta alla lettera di una sua compaesana apparsa sulla Nuova. «Una lettera che – afferma Moro – è formalmente corretta, almeno dal punto di vista dei richiami normativi». In effetti, il punto, per Moro, vuole essere un altro. «Ciò che, forse, potrebbe non essere del tutto corretto, ragionando in termini di coscienza civica e anche di opportunità amministrativa e politica, è l’incitamento, neanche troppo velato, che si è cercato di celare dietro la spiegazione della figura del commissario prefettizio, lanciato agli elettori laerresi, di non recarsi alle urne, rinunciando così al diritto di voto».

Richiamandosi alla Costituzione, Moro dichiara che «questa, all’articolo 48, sottolinea che il diritto di voto è, oltrechè personale, eguale, libero e segreto, anche un dovere civico, tanto che non può essere limitato se non per cause gravi».

C’è poi la questione del possibile commissariamento del paese, che «verrebbe guidato da un burocrate, inteso naturalmente – chiarisce Moro – come funzionario, che può svolgere esclusivamente funzioni di ordinaria amministrazione e non anche di programmazione e gestione del territorio in termini di sviluppo e di progresso, nonostante, come è stato detto, possa percepire una indennità pari a quella dell’attuale sindaco, che, per inciso, ha devoluto in toto la sua indennità ai servizi sociali del Comune». Secondo Moro, sulla bilancia andrebbe misurato «il peso di un’ulteriore elezione a distanza di un anno che, con tutto il balletto di spese che si porta dietro,

annullerebbe le scarse economie che potrebbero derivare dal risparmio delle indennità di funzione di consiglieri e assessori, senza che sia comunque garantito il raggiungimento dell’obiettivo primario che è appunto quello di eleggere il sindaco e il consiglio comunale».

Giuseppe Pulina

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