Pattada, incontro con Braina sul rapporto genitori-figli

PATTADA. L' associazione turistica e culturale pro loco Lerron , sabato scorso, ha organizzato l'incontro “Educare per liberare alla vita”. Una conferenza dibattito condotta da Lorenzo Braina,...

PATTADA. L' associazione turistica e culturale pro loco Lerron , sabato scorso, ha organizzato l'incontro “Educare per liberare alla vita”. Una conferenza dibattito condotta da Lorenzo Braina, educatore e direttore del centro Crea per la creatività educativa di Oristano. Nel centro operano psicologi, educatori, insegnanti e operatori sociali. L’incontro, che si è svolto nei locali del centro sociale è il primo organizzato dal nuovo direttivo. Il nuovo presidente, il giovane Giammaria Sanna, ha commentato così la scelta del tema: “Vogliamo provare a portare nuove tematiche all’interno della nostra comunità”.

Promotrice dell’evento la segretaria dell’associazione Annamaria Cicilloni. Cuore del dibattito il tema dell’educazione di bambini e ragazzi e del loro confronto coi genitori. Fermamente convinto che la società possa essere cambiata attraverso l’educazione, Lorenzo Braina è autore i vari libri tra cui “Sono stato bambino”, “I bambini lo sanno” e “Album di famiglia”. Toccando momenti cruciali della sua vita, spiega come è nata la sua voglia di diventare educatore.

All’incontro erano presenti numerosi insegnanti e genitori. «Ogni figlio nasce in una famiglia diversa – afferma Braina –: il primo figlio nasce con due genitori alla prima esperienza, il secondo figlio invece trova già due genitori e un fratello, e così via. È così che nella stessa famiglia può nascere un Garibaldi e un presidente. Il presidente è quello bravo, obbediente e ordinato. Il Garibaldi è quello che fa di testa sua, meno bravo a scuola e che proprio non riesce a rispettare tutte le regole. Io stesso sono un Garibaldi», spiega Braina che spiega: «La misura giusta per fare i genitori e gli insegnanti è danzare tra l’etica e l’estetica, tra la regola e il bello. Il sogno di un genitore, se non è rispettoso di quello che è il bambino, può diventare il suo incubo. È per questo che vanno accompagnati nella crescita ma lasciandoli liberi di fare ciò per cui sono maggiormente portati. Un figlio nasce dal desiderio, dal desiderio sessuale, dal desiderio di genitorialità. Con la nascita il figlio diventa anche desiderio di cura. Se muore il desiderio, e rimane solo il dovere di cura, qualcosa si spezza nella tua storia, nella sua storia e nella storia della famiglia. Forse la famiglia non è data da persone unite da vincolo di sangue ma da

persone legate da vincolo di desiderio».

Scopo del dibattito è stato quello di coinvolgere il pubblico a compiere una riflessione sul rapporto che hanno con i loro figli e alunni. Braina ci è riuscito toccando le corde dei presenti in chiave educativa e pedagogica.

Elena Corveddu

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