Energia e assunzioni, il Comune verifica la serra fotovoltaica

All’Agrisun arriva la Commissione per le attività produttive Rispettato lo stato di attuazione degli accordi con la Regione

OZIERI. Produzione di energia, ma anche di ortaggi. Poi posti di lavoro fissi e stagionali, ricadute nell’indotto: questo il bilancio della visita compiuta dalla commissione comunale Attività produttive nella serra fotovoltaica dell’Agrisun, a Seunis, nella piana di Chilivani. Convocata dal presidente Marco Murgia «per verificare lo stato d’attuazione degli accordi e per diradare i dubbi che anche alcuni di noi, così come tanti cittadini, avevano sull’effettivo utilizzo delle serre a fini agricoli, previsto dagli accordi con la Regione, e sull’esistenza di posti di lavoro e di indotto», il sopralluogo ha visto la partecipazione di quasi tutto il consiglio comunale, anch’esso invitato a prendervi parte proprio per questo motivo.

La visita, guidata dal responsabile locale delle 68 serre Agrisun Paolo Mara e preceduta da colloqui con il rappresentante della società Michele Vedovati, non è stata solo un sopralluogo sul campo ma ha comportato anche una verifica delle altre informazioni. I cinque ettari dell’Agrisun, la metà dell’intera concessione (va detto che l’altra ditta concessionaria per il momento è ferma per questioni organizzative), oltre a un impianto di produzione di energia da 5 megawatt comprende una coltivazione al coperto, in 68 serre, di peperoni e melanzane e un ettaro circa, esterno, di zafferano. La società impiega 3 operai fissi, ovvero annuali, e una decina di stagionali: attualmente ve ne sono quattro, ma altri saranno assunti da luglio a ottobre per la raccolta. Venendo all’indotto, una ditta esterna impiega due operai “dedicati” per la manutenzione elettrica; tutti i materiali (concimi, carburanti, attrezzature e quant’altro) sono acquistati a Ozieri; tutti i lavori compiuti negli ultimi anni - la posa dell’impianto di irrigazione e, lo scorso anno, l’impianto di drenaggio costato circa 70mila euro di investimento aggiuntivo - sono stati eseguiti da maestranze locali. «Non sono gli ottanta posti di lavoro previsti alla vigilia - ammette il presidente di commissione Marco Murgia - ma siamo soddisfatti, considerando anche il deserto produttivo che è purtroppo Chilivani, anche perché si tratta solamente della metà del terreno concesso. La ricaduta potrà essere ancora più positiva in futuro, anche poiché il responsabile Agrisun Vedovati ci ha informati che è intenzione della società compiere ulteriori investimenti per diversificare le attività diversificando in attività aggiuntive collaterali non agricole». Le serre fotovoltaiche, quindi, funzionano davvero, almeno a Ozieri, e producono ortaggi che finiscono nel circuito della grande distribuzione sarda (un tir al giorno, nei mesi di raccolta). La produzione risulta essere di ottima qualità, come dimostra, appunto, l’accesso alla grande distribuzione, e ha avuto positivi riscontri anche tra gli ozieresi.

L’impianto

ha impatto zero sull’ambiente (se si fa eccezione per il colpo d’occhio delle serre) perché è controllato da dispositivi elettronici centralizzati e comandati a distanza. «Niente male - dice Murgia - per un terreno che sino a qualche anno fa rendeva 4mila euro all’anno».

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